Ormai mancano poche, anzi pochissime settimane all’avvio del Digital Markets Act. Sì, il celebre DMA: la norma europea che cambierà per sempre il modo con cui i social possono entrare nelle nostre vite. WhatsApp inclusa.
Proprio lei, l’app di messaggistica numero 1 al mondo, potrebbe subire delle modifiche notevoli una volta entrato in azione il DMA. Ovviamente solo in Europa. Ma a meno di non limitarsi solo al pubblico americano ed “extraeuropeo”, dovrà accettare tutte queste modifiche.
Novità WhatsApp da marzo con le norme europee
Dal 7 marzo entrerà in vigore ufficialmente il Digital Markets Act (DMA), e tutti i “gate keeper” designati tali dalla Commissione europea il 6 settembre 2023 dovranno sottostare alle norme europee. E oltre ad Alphabet, Amazon, Apple, Byte Dance (TikTok), Microsoft, anche Meta dovrà adeguarsi. E così i suoi social: Facebook, Instagram, e WhatsApp.
In generale, i cosiddetti “Number-independent interpersonal communication services”, ovvero servizi di messaggistica indipendenti dal numero, come WhatsApp e Messenger, come sottolinea giustamente Repubblica, dovranno garantire l’interoperabilità dei propri servizi alle altre piattaforme simili.
Parliamo di app concorrenti come Signal, Telegram, Wire, Viber, tutte che dovranno avere la sicurezza di permettere ai loro utenti di inviare messaggi senza dover scaricare un’altra app apposita.
Come riporta l’articolo 7 del DMA, l’interoperabilità dovrà essere garantita:
- nella possibilità di scambiarsi messaggi, foto, messaggi vocali, video e altri file tra singoli individui;
- (entro due anni) nelle chat di gruppo;
- (entro quattro anni) nelle (video)chiamate, singole e di gruppo.
Interoperabilità e cifratura: il problema di WhatsApp
Oltre a queste misure, l’interoperabilità dovrà essere garantita anche in fatto di cifratura delle comunicazioni: nessuno dovrà intercettare le chat e i messaggi ivi inseriti. Infatti il gatekeeper potrà imporre degli standard di sicurezza per salvaguardare la sicurezza delle comunicazioni dei propri utenti.
E non è un problema da poco. Riporta Wired del 2022, non tutte le app di messaggistica usano lo stesso protocollo per la cifratura dei dati e ad esempio. Si veda il caso di WhatsApp con Signal: un protocollo in comune c’è, ma ancora le due app non comunicano tra loro.
Al momento WhatsApp prevede che i messaggi provenienti da altre app siano raccolti in una tab apposita. Ma tale opzione non offrirà gli stessi standard di sicurezza e privacy rispetto ai messaggi che scambiati tra utenti di WhatsApp.
Non potrebbe comunque distaccarsi. Se non si dovesse adeguare alle norme europee, WhatsApp si vedrà costretta a pagare di proprio pugno sanzioni milionarie, tutte calcolate sul proprio fatturato.
Come si sta preparando WhatsApp alla novità
Dal canto suo, stando a quanto riportato da Tech Crunch, l’azienda sarebbe già pronta a offrire l’interoperabilità sulla piattaforma a oltre 2 miliardi di utenti.
Nelle ultime settimane la stessa Meta ha lavorato sodo per aggiungere il supporto per altre app di chat a Messenger. Ovviamente limitandosi al primo step del DMA, concentrandosi su chat individuali in cui le persone possono inviare testo, audio, video, immagini e file attraverso le app. Come riportato in precedenza da WABetaInfo, questa esperienza sarà disponibile in un nuovo sottomenu nella parte superiore della casella di posta chiamato “Chat di terze parti“.
Inoltre WhatsApp richiederà la crittografia end-to-end per consentire l’interoperabilità. Sempre Tech Crunch segnala che il fondatore del protocollo di messaggistica open source Matrix, Matthew Hodgson, avrebbe lavorato con WhatsApp su base “sperimentale” per far funzionare il protocollo con la crittografia end-to-end.
Purtroppo, non è ancora confermato se altre app e operatori come Telegram, Viber e Google stiano pianificando di aggiungere il supporto per l’interoperabilità con WhatsApp. Così facendo, chat di terze parti e le chat native di WhatsApp potrebbero non raggiungere la parità di funzionalità, mettendo a rischio anche l’obiettivo UE dell’interoperabilità.