Il Giappone compie un passo decisivo verso una profonda riforma del mercato delle criptovalute. La Camera dei Rappresentanti ha infatti approvato un disegno di legge che sposta la disciplina degli asset digitali dalla normativa sui servizi di pagamento a quella dedicata agli strumenti finanziari. L’obiettivo è favorire la crescita del settore, rafforzare la tutela degli investitori e rispondere alla crescente domanda di servizi legati alle criptovalute sia all’interno del Paese sia a livello internazionale.
Le criptovalute saranno trattate come strumenti finanziari
Con il nuovo provvedimento, le criptovalute verranno equiparate alle azioni e agli altri prodotti di investimento, entrando sotto il quadro normativo della Financial Instruments and Exchange Act.
Secondo la Financial Services Agency (FSA), questa scelta riflette l’evoluzione del mercato, dove le criptovalute sono ormai considerate sempre più come strumenti di investimento e non soltanto come mezzi di pagamento.
I numeri confermano questa crescita: in Giappone risultano aperti oltre 14 milioni di conti crypto. La maggior parte degli utenti appartiene alle fasce di reddito medio-basse, con circa il 70% degli account intestati a persone che guadagnano meno di 7 milioni di yen all’anno.
Le nuove norme, che dovrebbero entrare in vigore nel 2027, prevedono inoltre un trattamento fiscale più favorevole e aprono la strada allo sviluppo di nuovi prodotti finanziari, tra cui gli ETF sulle criptovalute, considerati dal Partito Liberal Democratico uno strumento semplice e accessibile per gli investitori.
Più trasparenza e divieto di insider trading
La riforma introduce anche regole molto più rigorose per garantire la trasparenza del mercato.
La FSA applicherà infatti alle criptovalute un divieto di insider trading analogo a quello previsto per il mercato azionario. Dipendenti di exchange, società coinvolte nel settore e altri soggetti in possesso di informazioni riservate non potranno acquistare o vendere token prima che tali notizie vengano rese pubbliche.
Tra le informazioni considerate sensibili rientrano, ad esempio, la decisione di un exchange di quotare o rimuovere una criptovaluta, l’eventuale cessazione dell’attività di un’azienda o operazioni di grandi dimensioni in grado di influenzare il mercato.
Inoltre, i progetti crypto saranno obbligati a pubblicare informazioni chiare sulla tecnologia utilizzata, sull’offerta di token e sulla situazione finanziaria. Se una società raccoglie capitali tramite token senza sottoporre i propri conti a una revisione indipendente, gli investitori al dettaglio potranno investire non più di 2 milioni di yen.
Sanzioni molto più pesanti per gli operatori irregolari
Il disegno di legge prevede anche un deciso inasprimento delle sanzioni contro chi opera senza autorizzazione.
La pena massima per chi gestisce un’attività crypto non registrata passerà da tre a dieci anni di carcere, mentre le multe potranno arrivare fino a 10 milioni di yen.
Anche l’autorità di vigilanza sui mercati finanziari vedrà rafforzati i propri poteri, con la possibilità di avviare indagini penali e chiedere ai tribunali il congelamento dei fondi nei casi previsti dalla legge. Secondo la FSA, il nuovo quadro normativo punta a migliorare la protezione degli utenti, mantenendo al tempo stesso un equilibrio con la promozione dell’innovazione in un mercato sempre più rilevante per investitori giapponesi e stranieri.
Fonte: CoinDesk