Raspberry Pi 6, attesa lunga: debutto non prima del 2028

Il nuovo modello arriverà più tardi del previsto e continuerà a puntare su CPU più veloci senza acceleratori NPU integrati

Redazione

Il Raspberry Pi 6 non vedrà la luce prima del 2028 e non integrerà un’unità NPU dedicata per i carichi di lavoro legati all’intelligenza artificiale. Le indicazioni arrivano da una sessione AMA su Reddit del 21 maggio 2026, in cui alcuni ingegneri e dirigenti della società hanno delineato la futura roadmap della piattaforma.

Una roadmap più lenta del previsto

Tradizionalmente, i principali aggiornamenti della gamma Raspberry Pi si sono susseguiti con cicli di 3-4 anni, dal Raspberry Pi 2 fino al Raspberry Pi 5, lanciato nel 2023. Seguendo questa logica, il successore sarebbe stato atteso tra il 2026 e il 2027. Tuttavia, il CEO e co-fondatore Eben Upton ha chiarito che il Raspberry Pi 6 non arriverà prima dell’inizio del 2028, un ritardo che riflette anche le attuali dinamiche economiche del settore.

Nonostante l’attesa più lunga, il Raspberry Pi 5 resterà il modello di riferimento della gamma ancora per diversi anni, anche a fronte di un prezzo ormai più elevato rispetto al passato.

Più potenza, stesso formato e niente NPU

Sul piano tecnico, il Raspberry Pi 6 non rappresenterà una rivoluzione architetturale. Secondo quanto anticipato, manterrà un design e una dotazione generale simili al modello attuale, ma con miglioramenti in termini di prestazioni: CPU più veloci, maggiore capacità di input/output e più ampia banda di memoria DRAM.

Una delle ipotesi più discusse riguardava l’integrazione di un chip NPU per l’intelligenza artificiale, già presente in molti dispositivi concorrenti. Questa strada, però, è stata esclusa. Alla domanda sull’edge AI, Upton ha ribadito la strategia dell’azienda: puntare tutto sulla CPU come principale motore di calcolo.

Strategia AI e sviluppo dell’ecosistema

La posizione della società è chiara: investire in processori general-purpose invece che in unità specializzate. Upton ha sottolineato come, nel tempo, CPU sempre più veloci e algoritmi più efficienti rendano preferibile un approccio flessibile, piuttosto che hardware dedicato.

Per le applicazioni di intelligenza artificiale sul campo, Raspberry Pi continua a puntare su soluzioni ibride. L’azienda produce già HAT basati su tecnologia Hailo per l’inferenza vision sul Pi 5, confermando un modello in cui l’accelerazione AI resta esterna al sistema principale.

Oltre i computer: crescita dei microcontroller

Durante la stessa sessione AMA è emerso anche un dato significativo sull’evoluzione del business: le spedizioni dei microcontroller hanno superato quelle degli SBC lo scorso anno. Parallelamente, la società ha affrontato problemi di approvvigionamento che hanno colpito dispositivi come il Raspberry Pi Zero 2 W, influenzando anche le strategie sui prezzi e sui futuri modelli.

Fonte: OMG Ubuntu

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