Realtà virtuale e disordini alimentari: quali prospettive?

Redazione
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La realtà virtuale potrebbe costituire uno strumento importante nella cura dei disordini alimentari: i dettagli dello studio.


Un esperimento pubblicato sulla rivista Appetite, ha mostrato come la realtà virtuale possa aiutare a ridurre la perdita di controllo che caratterizza le cosiddette “abbuffate”, il binge eating disorder, come riporta PsyPost.

Il disturbo da alimentazione incontrollata (BED) è caratterizzato da episodi di consumo di grandi quantità di cibo in seguito a una vera e propria perdita di controllo. Sebbene la terapia cognitivo comportamentale sia il trattamento più popolare per il binge eating, l’evidenza suggerisce che un numero sostanziale di pazienti mantiene i sintomi anche dopo aver ricevuto il trattamento.

I ricercatori Stephanie M. Manasse e il suo team suggeriscono però che i trattamenti attuali sembrano non avere successo nel correggere la perdita di controllo associata al binge eating all’interno dello studio “Usare la realtà virtuale per allenare il controllo inibitorio e ridurre il binge eating: uno studio proof-of-concept” . I ricercatori suggeriscono che ciò sia dovuto al fatto che è difficile tradurre in comportamenti concreti nel mondo reale quanto appreso in terapia. Manasse e i suoi colleghi propongono che una formazione immersiva in realtà virtuale (VR) incentrata sul controllo inibitorio possa essere particolarmente potente nel cambiare il comportamento dei pazienti.

Realtà virtuale e disordini alimentari

I ricercatori hanno reclutato 14 adulti che hanno riferito di aver perso il controllo mangiando almeno una volta alla settimana negli ultimi tre mesi. I soggetti avevano un’età media di 46 anni. Per due settimane, i partecipanti hanno completato un addestramento quotidiano sul controllo inibitorio tramite realtà virtuale. I soggetti hanno completato la prima sessione in laboratorio e 13 sessioni di formazione aggiuntiva a casa.

La formazione ha seguito il paradigma Go / No Go. Nel corso di una serie di prove, ai soggetti sono stati mostrati modelli 3D realistici di un alimento tipicamente binge (come pizza o patatine fritte), un frutto o una verdura, o un oggetto neutro (come una ciotola o una forchetta). I cibi da “abbuffata” erano abbinati a un segnale “no go”, frutta e verdura erano abbinati a un segnale “go” e gli elementi neutri erano abbinati a un segnale “no go” per metà del tempo e un segnale “go” per l’altra metà del tempo.

Tutti gli oggetti sono stati presentati su un piatto e sembravano essere adagiati su un tavolo, e ai soggetti sono stati dati dei controller che hanno permesso loro di “afferrare” gli oggetti. I partecipanti sono stati istruiti ad afferrare gli oggetti “go” e portarli alla bocca il più velocemente possibile, ma sono stati istruiti ad astenersi dal rispondere agli oggetti “no go”.

Attraverso interviste cliniche e in un follow-up di due settimane, i ricercatori hanno valutato se e come questo trattamento avesse un impatto sulla perdita di controllo nei confronti del cibo. I ricercatori hanno scoperto che i soggetti hanno mostrato un “comportamento di abbuffata” ridotto durante l’allenamento e che gli episodi di abbuffate hanno continuato a diminuire durante il periodo di follow-up di due settimane.

Lo studio è stato il primo a dimostrare che una terapia con il supporto della realtà virtuale che insegna il controllo inibitorio può ridurre la perdita di controllo del comportamento alimentare al di fuori del laboratorio. I risultati suggeriscono che tale formazione può essere un’efficace aggiunta al trattamento per il disturbo da alimentazione incontrollata. 

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