Waze riceve una nuova spinta dall’intelligenza artificiale grazie all’integrazione con Gemini, l’assistente AI di punta sviluppato da Google. L’obiettivo è rendere l’esperienza di guida più personalizzata, permettendo agli utenti di interagire con l’app in modo più naturale attraverso la voce.
L’aggiornamento introduce quattro nuove funzionalità, anche se soltanto due sono direttamente legate a Gemini. Le novità puntano soprattutto a migliorare il rapporto tra automobilista e navigatore, riducendo la necessità di interagire manualmente con lo smartphone durante il viaggio.
Gemini arriva su Waze con nuovi comandi vocali intelligenti
La prima grande novità riguarda il sistema di segnalazioni conversazionali, introdotto inizialmente nel 2024 e ora ulteriormente potenziato grazie all’intelligenza artificiale.
Gli utenti possono utilizzare comandi vocali più naturali per comunicare con Waze e segnalare problemi presenti lungo il percorso. Per esempio, il conducente può indicare la presenza di un incidente, un rallentamento, una strada chiusa oppure suggerire aggiornamenti alle informazioni presenti sulla mappa.
Il sistema consente anche di proporre modifiche relative a dettagli come numeri civici non corretti o informazioni stradali obsolete, contribuendo a mantenere le mappe più aggiornate grazie alla collaborazione della community.
L’integrazione di Gemini rende quindi più semplice trasformare una normale conversazione in un’azione concreta all’interno dell’app, senza dover interrompere la guida.
Destination Search permette di trovare luoghi usando solo la voce
La seconda funzione collegata direttamente a Gemini è Destination Search, un nuovo strumento pensato per rendere più immediata la ricerca delle destinazioni.
Attraverso semplici richieste vocali, gli automobilisti possono chiedere a Waze di trovare luoghi specifici durante il viaggio. Frasi come “trova un bar aperto adesso” oppure “cerca una stazione di servizio vicina con i prezzi più bassi” permettono all’app di interpretare richieste più complesse rispetto alla tradizionale ricerca manuale.
Questa evoluzione porta Waze oltre il semplice ruolo di navigatore stradale. L’app diventa infatti uno strumento più interattivo, capace di comprendere meglio il contesto e fornire suggerimenti più vicini alle esigenze dell’utente.
Waze introduce anche una modalità vocale meno invasiva e nuove funzioni
L’aggiornamento non riguarda soltanto l’intelligenza artificiale. Waze introduce infatti anche alcune modifiche dedicate all’esperienza quotidiana di guida.
Gli utenti possono ora scegliere una modalità con indicazioni vocali “meno chiacchierone”, pensata per chi vuole continuare ad ascoltare musica o podcast senza essere continuamente interrotto dalle istruzioni del navigatore.
Tra le altre novità arriva anche la Motorcycle Mode, una modalità specifica per chi utilizza una moto. Questa funzione integra percorsi alternativi pensati per i mezzi a due ruote e offre stime dei tempi di arrivo più precise, così da proporre itinerari più adatti.
Infine, Waze migliora i suggerimenti dei percorsi utilizzando sia le informazioni raccolte sul traffico locale sia la cronologia degli spostamenti dell’utente. Chi, ad esempio, preferisce sempre utilizzare le autostrade invece delle strade secondarie potrà ricevere queste opzioni in primo piano.
Google accelera sull’intelligenza artificiale nelle app di navigazione
L’arrivo di Gemini su Waze rappresenta un nuovo passo nella strategia di Google legata all’intelligenza artificiale applicata alla mobilità. Finora l’azienda aveva evitato una trasformazione completa di Waze in chiave AI, concentrando invece molte delle nuove funzioni intelligenti su Google Maps.
Il servizio principale di navigazione di Google ha infatti già ricevuto diverse funzionalità basate sull’intelligenza artificiale. Ora anche Waze inizia a seguire questa direzione, puntando su interazioni vocali più naturali, maggiore personalizzazione e una guida sempre meno dipendente dai comandi manuali.
L’obiettivo è rendere il navigatore un assistente vero e proprio, capace non solo di indicare una strada, ma anche di comprendere richieste, preferenze e abitudini degli automobilisti.
Fonte: The Verge