Ammoniaca come carburante green: la sfida di una startup fondata da ex studenti MIT

La startup Amogy ha sviluppato un catalizzatore innovativo che trasforma l’ammoniaca in energia pulita e scalabile

Redazione

L’ammoniaca, considerata da tempo un “sogno energetico”, presenta numerosi vantaggi: è priva di carbonio, ad alta densità energetica e facilmente trasportabile. Tuttavia, bruciarla produce ossidi di azoto dannosi, mentre convertirla in idrogeno richiede grandi quantità di energia e impianti complessi. Una startup fondata da quattro ex studenti del MIT, Amogy, si propone di risolvere questo problema, grazie a un innovativo catalizzatore capace di “spezzare” l’ammoniaca in idrogeno e azoto fino al 70% più efficacemente rispetto alle tecnologie attuali.

Il problema del cracking dell’ammoniaca

Fondata nel 2020 dai dottorati Seonghoon Woo, Hyunho Kim, Jongwon Choi e Young Suk Jo, la startup Amogy ha impiegato anni per superare un vincolo storico: la necessità di sistemi di cracking enormi e ad altissima temperatura, incompatibili con applicazioni mobili, prima di proporre l’idea a partner globali.

Al centro di tutto questo c’è il cosiddetto processo di “cracking dell’ammoniaca”, che separa le molecole di NH3 in N2 e H2. Finora, il cracking dell’ammoniaca è stato effettuato in impianti di grandi dimensioni, in reattori ad alta temperatura che richiedono grandi quantità di energia. Queste alte temperature limitavano i materiali catalizzatori utilizzabili per innescare la reazione.

Alla fine la società ha perfezionato tale processo, e ora, a differenza dei tradizionali reattori industriali ad alta temperatura, la nuova tecnologia lavora a temperature più basse, utilizza materiali più economici e permette la miniaturizzazione dei sistemi, riducendo costi e complessità di implementazione.

Una tecnologia che cambia le regole del gioco

Uno dei principali vantaggi dell’ammoniaca rispetto a batterie e altre fonti rinnovabili è la sua densità energetica, fondamentale per trasporti marittimi, generazione elettrica, edilizia pesante e industrie estrattive. Il catalizzatore di Amogy permette di generare idrogeno in loco, alimentando motori o celle a combustibile senza emissioni di CO2 e senza necessità di combustibili ausiliari.

Il CEO Woo evidenzia come l’obiettivo sia decarbonizzare settori ad alta intensità di carbonio, creando opportunità per microreti e, in prospettiva, sistemi su scala di rete elettrica completa. “Stiamo favorendo la decarbonizzazione dell’industria pesante“, afferma Woo. “Ci stiamo concentrando sui trasporti, sulla produzione chimica, sulla manifattura e su settori ad alta intensità di carbonio che necessitano di decarbonizzazione a breve, ad esempio per raggiungere gli obiettivi nazionali. La nostra visione a lungo termine è quella di consentire l’uso dell’ammoniaca come combustibile in una varietà di applicazioni, tra cui la produzione di energia, prima nelle microreti e poi, infine, su scala di rete completa“.

Nel 2025 Amogy ha completato un impianto di ricerca e produzione a Houston e avviato un progetto pilota con la società globale JGC Holdings Corporation. Inoltre, un accordo con Samsung Heavy Industries consentirà la produzione su larga scala dei sistemi ammonia-to-power. Tra il 2026 e il 2029, l’azienda realizzerà un progetto pilota da 1 a 40 megawatt nella città sudcoreana di Pohang, con ulteriori decine di iniziative industriali previste in collaborazione con multinazionali.

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