La Cina accende il primo data center sottomarino eolico al mondo

Un impianto offshore da 24 MW al largo di Shanghai combina AI, raffreddamento oceanico e energia rinnovabile per ridisegnare le infrastrutture digitali globali

Redazione
Data center sottomarino cina con server offshore e raffreddamento ad acqua marina

Il primo data center sottomarino al mondo alimentato da energia eolica offshore è entrato ufficialmente in piena operatività al largo della costa di Shanghai. Il progetto, sviluppato in collaborazione tra enti governativi e partner industriali, segna un passaggio significativo nell’evoluzione delle infrastrutture digitali. L’impianto, progettato per supportare carichi di lavoro legati all’intelligenza artificiale e ai big data, combina circa 2.000 server con una potenza complessiva di 24 megawatt. La sua caratteristica più innovativa è l’utilizzo dell’oceano come sistema di raffreddamento naturale e delle turbine eoliche offshore come principale fonte energetica.

Tecnologia sottomarina per la gestione dei dati

Il data center è stato installato in moduli sigillati e resistenti alla pressione, posizionati a circa 35 metri di profondità. Questa configurazione consente di proteggere i server da variazioni climatiche e ambientali, migliorando l’affidabilità operativa complessiva del sistema.

Secondo quanto riportato, la struttura è progettata per ridurre al minimo i rischi di surriscaldamento e interruzioni operative. Il raffreddamento avviene attraverso il contatto diretto con l’acqua marina circostante, che funge da enorme dissipatore termico naturale. Inoltre, la collocazione subacquea contribuisce a limitare l’accesso fisico non autorizzato, aumentando il livello di sicurezza delle infrastrutture e dei dati trattati.

Data center sottomarino Cina: uso dell’energia eolica offshore

Una delle componenti centrali del progetto è l’integrazione con parchi eolici offshore vicini, che forniscono una quota significativa dell’energia necessaria al funzionamento del sistema. Questa scelta riduce la dipendenza da fonti fossili e garantisce una maggiore stabilità dell’approvvigionamento energetico.

L’obiettivo è quello di allineare le infrastrutture digitali ai principi di sostenibilità, sfruttando fonti rinnovabili direttamente in mare aperto. Il data center diventa così un esempio di convergenza tra produzione energetica e capacità computazionale, un modello che potrebbe essere replicato in altre aree costiere con condizioni simili.

Seawater cooling: efficienza e risparmio energetico

Il sistema di raffreddamento rappresenta uno degli elementi più innovativi dell’impianto. L’acqua di mare viene utilizzata come mezzo naturale per dissipare il calore generato dai server, eliminando la necessità di sistemi HVAC tradizionali ad alto consumo.

Questa soluzione permette di ridurre sensibilmente il fabbisogno energetico legato al raffreddamento, uno dei principali costi operativi nei data center convenzionali. L’efficienza complessiva è misurata da un Power Usage Effectiveness (PUE) inferiore a 1,15, un valore considerato tra i più bassi del settore e nettamente migliore rispetto alla media industriale, che si aggira intorno a 1,5.

Impatto ambientale e scenari futuri

La combinazione tra energia eolica offshore e raffreddamento passivo contribuisce a una significativa riduzione delle emissioni di CO2. Questo approccio consente di diminuire l’impatto ambientale delle infrastrutture digitali, sempre più energivore a causa della crescita dell’intelligenza artificiale.

Il modello adottato a Shanghai suggerisce una possibile direzione per il futuro: spostare parte delle infrastrutture ad alto consumo verso ambienti naturali in grado di supportarne il funzionamento in modo più efficiente. Tuttavia, restano aperte sfide legate alla manutenzione e alla resistenza dei materiali in ambiente marino.

Opportunità operative e strategiche per aziende IT e amministrazioni

Per aziende tecnologiche e amministrazioni pubbliche, il modello sottomarino apre nuove prospettive in termini di efficienza energetica e gestione dei dati. La riduzione dei costi operativi e l’uso di fonti rinnovabili rappresentano fattori competitivi rilevanti nel lungo periodo.

La diffusione di queste infrastrutture richiederà però una forte collaborazione tra settore pubblico e privato, oltre a investimenti mirati in ingegneria marina e tecnologie di manutenzione remota. In questo scenario, il progetto cinese potrebbe fungere da riferimento per futuri sviluppi internazionali nel settore dei data center offshore.

Fonte: Tom’s Hardware

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