Intel, la fine di un sogno: il colosso dice addio a RealSense

Intel sta per porre fine agli sforzi in RealSense ed è intenzionata a trasferire la tecnologia di visione artificiale in progetti sui chip

Redazione
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Intel sta riversando sempre più energia nella produzione di chip, scelta strategica che si traduce nel lasciare da parte parte altri aspetti del suo lavoro che risultano meno essenziali. La società ha dichiarato a CRN che è in procinto di porre fine agli sforzi in RealSense ed è intenzionata a trasferire il talento e la tecnologia di visione artificiale in progetti che “supportano meglio” le sue attività principali legate ai chip. Il colosso dei semiconduttori onorerà gli impegni esistenti, ma la fine del programma è chiaramente all’orizzonte.

Intel RealSense è una gamma di prodotti di tecnologie di rilevamento e profondità progettate per fornire a macchine e dispositivi capacità di percezione della profondità.

Dopo che il leader del team, Sagi Ben Moshe, ha dichiarato che avrebbe lasciato Intel due settimane fa, sono emerse diverse domande sul destino di RealSense.

RealSense mirava a rendere la visione artificiale più flessibile e accessibile. Un’azienda o un ricercatore poteva acquistare telecamere per migliorare le prestazioni in diversi segmenti, dalla navigazione di un robot al riconoscimento facciale, e c’era persino un telefono progettato per gli sviluppatori. Tuttavia, RealSense non si è mai accreditato come un prodotto veramente mainstream e il vicepresidente ASI Kent Tibbils ha dichiarato che i volumi di vendita non sono stati abbastanza significativi. 

Ecco perché le alte sfere dell’azienda hanno ben chiari i prossimi passi: rivendicare la corona nella produzione di chip e dunque concentrare le risorse sulla progettazione e sulle capacità di produzione. 

Federico Morgantini Editore

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