Z.ai costruisce un data center AI da 1 GW senza chip Nvidia

Il nuovo impianto supporterà i modelli GLM e punta a dimostrare che la Cina può sviluppare grandi sistemi AI senza tecnologia americana

Redazione
Data center ia di Z.ai con cluster di chip cinesi in un hub da 1GW

La corsa globale all’intelligenza artificiale entra in una nuova fase con il progetto realizzato da Z.ai, società cinese precedentemente conosciuta come Zhipu. Secondo quanto riportato da Bloomberg, l’azienda avrebbe completato un data center da 1 gigawatt alimentato esclusivamente da chip prodotti in Cina, attivando già una parte dell’infrastruttura.

La struttura sarà utilizzata per addestrare la famiglia di modelli linguistici GLM e rappresenta uno dei più grandi impianti mai realizzati da uno sviluppatore AI cinese. Un risultato che arriva in un momento in cui Pechino sta cercando di ridurre la dipendenza dalle tecnologie statunitensi, soprattutto dopo le restrizioni che hanno limitato l’accesso ai semiconduttori Nvidia.

Un data center da 1 gigawatt costruito con tecnologia cinese

Il nuovo impianto di Z.ai rappresenta un progetto di enorme portata nel settore dell’intelligenza artificiale. Una capacità energetica di 1 gigawatt equivale, secondo le stime riportate, al consumo necessario per alimentare circa 750.000 abitazioni, collocando la struttura tra le più grandi mai sviluppate da un laboratorio AI cinese.

L’aspetto più rilevante riguarda però la composizione hardware: il data center utilizza esclusivamente chip progettati e prodotti in Cina, senza alcun ricorso al silicio Nvidia. La società non ha specificato ufficialmente il fornitore dei semiconduttori, ma la recente storia di Z.ai suggerisce un possibile coinvolgimento degli acceleratori Huawei Ascend.

A giugno l’azienda aveva infatti presentato il modello GLM-5.2, dichiarando che il sistema era stato addestrato completamente tramite hardware Huawei, senza utilizzare componenti Nvidia.

Cluster AI da oltre 10.000 chip e la sfida ai giganti occidentali

All’interno del nuovo data center, Z.ai avrebbe già realizzato diversi cluster di calcolo composti da oltre 10.000 chip ciascuno. Queste configurazioni permettono di gestire carichi di lavoro estremamente complessi, necessari per lo sviluppo e l’addestramento dei moderni modelli di intelligenza artificiale.

La scelta di eliminare completamente Nvidia dalla propria infrastruttura assume un valore strategico importante. L’azienda cinese, infatti, dal gennaio 2025 è inserita nella entity list del Dipartimento del Commercio degli Stati Uniti, una condizione che limita l’accesso legale ai prodotti Nvidia più avanzati.

Tuttavia, la sola capacità energetica non rappresenta un indicatore completo delle prestazioni. Gli acceleratori cinesi, compresa la famiglia Ascend di Huawei, presentano ancora un divario rispetto alle soluzioni Nvidia più recenti, come i chip basati sull’architettura Blackwell, soprattutto in termini di efficienza energetica e potenza di calcolo per watt consumato.

La Cina investe miliardi nei data center AI nazionali

Il progetto di Z.ai si inserisce in una strategia più ampia portata avanti dal governo cinese. Pechino starebbe preparando un piano da circa 2 trilioni di yuan, pari a circa 295 miliardi di dollari, destinato alla creazione di una rete nazionale di data center dedicati all’intelligenza artificiale.

L’obiettivo sarebbe quello di utilizzare almeno l’80% di tecnologia proveniente da fornitori cinesi, rafforzando la filiera interna dei semiconduttori e riducendo la dipendenza dai produttori stranieri.

Non mancano però ostacoli significativi. La produzione dei chip più avanzati rimane limitata: SMIC, il principale produttore cinese di semiconduttori, sta già operando con oltre il 93% di utilizzo della capacità produttiva sui suoi nodi più evoluti. Inoltre, la disponibilità ridotta di memoria HBM rappresenta un ulteriore limite alla produzione degli acceleratori AI.

Z.ai cresce mentre aumenta la competizione nell’intelligenza artificiale

Nonostante le difficoltà, Z.ai continua a rafforzare la propria posizione nel mercato AI. La società sarebbe sulla strada per raggiungere 1 miliardo di dollari di ricavi ricorrenti annuali, dopo aver centrato gli obiettivi di vendita del 2026.

Parallelamente, l’azienda ha raccolto miliardi di dollari attraverso una quotazione alla borsa di Hong Kong e una successiva vendita di azioni. Il suo sviluppo evidenzia come la Cina stia cercando di costruire un ecosistema AI sempre più indipendente, basato su hardware, software e infrastrutture sviluppate internamente.

La realizzazione di un data center da 1 GW dimostra quindi un’accelerazione significativa, anche se la capacità di produrre abbastanza chip per alimentare strutture di questa scala resta una delle principali sfide future.

Fonte: Tom’s Hardware

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