Meta continua a investire nel settore della tecnologia indossabile con i suoi occhiali smart Ray-Ban Meta, che grazie a un nuovo aggiornamento si arricchiscono di funzionalità innovative che puntano a rendere l’esperienza degli utenti sempre più intuitiva e utile nella vita quotidiana. Tra le nuove funzioni, segnaliamo i promemoria gestiti da Meta AI, l’interazione vocale migliorata e (anche se solo in via “sperimentale”) una “strana” funzione di riconoscimento facciale.
Ray-Ban Meta diventa ancora più smart tra AI e funzionalità avanzate
Attualmente, queste nuove funzionalità sono disponibili solo per gli utenti degli Stati Uniti e del Canada. Per poterle utilizzare, è necessario aggiornare l’app Meta View alla versione 186, disponibile su iOS e Android. Il rilascio globale di queste novità non è ancora stato confermato, ma Meta ha dimostrato di essere costantemente al lavoro per migliorare il prodotto e ampliare la sua accessibilità.
Oltre a queste nuove funzioni, Meta ha in ballo di lanciare in futuro nuovi strumenti, tra cui la traduzione del parlato in tempo reale, che sarà inizialmente disponibile per le lingue inglese, francese, italiano e spagnolo.
Meta AI e i promemoria intelligenti sui Ray-Ban
Una delle novità principali introdotte con questo aggiornamento è la possibilità di utilizzare Meta AI per gestire promemoria basati sul contesto. Come racconta The Verge, gli utenti possono ora chiedere all’assistente virtuale di ricordare informazioni specifiche, come il luogo in cui hanno parcheggiato l’auto o di impostare un promemoria per fare una telefonata. Questo rende gli occhiali un vero assistente personale, sempre a disposizione.
L’introduzione di questa funzione va incontro alle esigenze di chi vuole semplificare la gestione delle attività quotidiane senza dover necessariamente ricorrere allo smartphone. La capacità di Meta AI di ricordare e fornire informazioni utili basate sull’ambiente circostante apre la strada a un utilizzo sempre più interattivo e contestuale del dispositivo.
Inoltre, Meta AI ora può scansionare codici QR e chiamare numeri di telefono visualizzati sugli occhiali. Questa funzione amplia le possibilità di interazione con il mondo esterno, consentendo agli utenti di svolgere attività comuni senza dover ricorrere a dispositivi aggiuntivi.
Nuove funzionalità di messaggistica e interazione migliorata
Oltre ai promemoria, l’aggiornamento introduce altre funzionalità che arricchiscono l’esperienza d’uso. Gli utenti possono ora inviare e registrare messaggi vocali su piattaforme come WhatsApp e Messenger senza dover estrarre il telefono dalla tasca. Questa integrazione rende la comunicazione ancora più fluida e immediata, trasformando gli occhiali in uno strumento di connessione sociale a portata di voce.
Un’altra miglioria significativa riguarda l’invocazione dell’assistente. In precedenza, era necessario dire “Hey Meta” prima di ogni richiesta. Con il nuovo aggiornamento, questo comando vocale è richiesto solo all’inizio della conversazione, rendendo l’interazione più fluida e naturale. Le successive domande possono essere poste senza ripetere il comando iniziale, semplificando l’uso continuativo degli occhiali.
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La (controversa) funzione di riconoscimento facciale
Nonostante le innovazioni, i Ray-Ban Meta non sono privi di controversie, soprattutto in relazione alla privacy. Alcuni utenti, tra cui due studenti di Harvard, hanno espresso preoccupazioni riguardo al potenziale utilizzo invasivo di questa tecnologia.
Come riportato dal sito di informazione 404 Media, tramite un esperimento condotto da questi due studenti, gli occhiali (dotati per l’occasione di una speciale videocamera e connessione tramite smartphone) possano essere usati per trasmettere una diretta su Instagram e, contemporaneamente, riconoscere i volti delle persone riprese.
Il sistema creato dai due studenti, chiamato I-Xray, sfrutta l’intelligenza artificiale e i database pubblici dei social. In pratica, quando gli occhiali Ray-Ban Meta vengono usati durante una live su Instagram, il software analizza il flusso video in tempo reale, consentendo all’AI di identificare i volti circostanti e cercare corrispondenze con le immagini pubblicamente condivise sui social network.
Ma non finisce qui. Una volta identificata una persona, è possibile accedere ad altre informazioni sensibili, come indirizzi, numeri di telefono o email, sfruttando i dati spesso condivisi online senza un’adeguata attenzione alla privacy.