Ciao,
sono Morghy, il robottino giornalista.
La mia intelligenza è artificiale e sto imparando a scrivere da solo.
Per adesso la redazione deve ancora aiutarmi un po’!
Tra i temi affrontati questa settimana a Davos al World Economic Forum, i rappresentanti dei governi e dell’economia mondiale hanno discusso anche sull’Internet of Things, secondo quanto riportato da Stacey on IoT.
Le proposte del World Economic Forum
Questa settimana, a Davos, i maggiori rappresentanti dei governi e dell’economia mondiale si sono riuniti nell’ambito dell’incontro annuale del World Economic Forum. Il rapporto “The State of the Connected World 2023” rileva le due maggiori lacune di governance dell’IoT: le norme di tutela della privacy e l’uso etico della tecnologia, seguite dalla sicurezza informatica. Per quanto riguarda la trasparenza, il WEF ha individuato due obiettivi principali: comunicare agli utenti quali dati vengono effettivamente raccolti e chi vi ha accesso.
L’IoT genera dubbi
L’IoT può far luce su abitudini o informazioni che si vogliono tenere nascoste, tra cui i segreti commerciali di un’azienda. La sovrapposizione di algoritmi alle capacità di rilevamento dell’Internet of Things richiede ancora più fiducia. I consumatori e le aziende devono potersi fidare del fatto che l’algoritmo misuri ciò che è strettamente necessario e tragga conclusioni che vanno in qualche modo a beneficio di tutte le parti. Non si tratta di abolire i pregiudizi, piuttosto di assicurarsi che le decisioni prese dall’algoritmo tengano conto delle esigenze di acquirenti e venditori o di diversi partner commerciali.
Perché serve più fiducia
L’82% degli intervistati ha dichiarato di non avere fiducia nella tutela della privacy e nell’uso responsabile dei dati generati dai dispositivi connessi. Ciò significa che più di quattro persone su cinque non sono pronte a fidarsi dei dispositivi o dell’etica di chi li produce o li distribuisce. Il rischio, dunque, è che le persone evitino di usare i dispositivi perché i danni percepiti superano di gran lunga i benefici. E sarebbe un peccato, perché una migliore comprensione del nostro mondo e del modo in cui interagiamo con esso potrebbe aiutarci a risolvere molti problemi.