Aria Gen 2, Meta presenta gli occhiali smart del futuro

Con i nuovi occhiali smart Aria Gen 2, Meta vuole contribuire alla ricerca sull’intelligenza artificiale, la robotica e tanto altro

Redazione

Era il 2020 quando Meta presentò Project Aria, un progetto ambizioso che ha portato alla realizzazione di un prototipo di occhiali smart fatti apposta per la ricerca. Oggi, a cinque anni di distanza, la società di Mark Zuckerberg ha annunciato gli Aria Gen 2, una nuova versione pensata per supportare ricercatori e scienziati in diversi ambiti, dalla percezione artificiale all’intelligenza artificiale egocentrica e contestuale, fino alla robotica.

Aria Gen 2, le novità della seconda versione degli occhiali smart di Meta

Rispetto alla prima versione rilasciata anni fa da Meta, gli occhiali Aria Gen 2 presentano numerosi miglioramenti hardware. Oltre alla fotocamera RGB, gli occhiali sono equipaggiati con “sensori per la localizzazione spaziale (6DOF SLAM), telecamere per il tracciamento oculare, microfoni direzionali, accelerometri, giroscopi, barometro, magnetometro e GPS“, come precisato dalla società. Inoltre, dispongono di un sensore PPG per monitorare la frequenza cardiaca e di un microfono a contatto che consente di isolare la voce dell’utente da quella ambientale.

Questa combinazione di sensori e altre tecnologie avanzate consente un’analisi dettagliata del contesto in cui si trova l’utente, migliorando l’efficacia di applicazioni AI che richiedono una comprensione approfondita dell’ambiente.

Gli Aria Gen 2 si distinguono anche per la capacità di elaborare i dati in locale grazie al processore sviluppato da Meta. Funzioni come il tracciamento oculare, il riconoscimento dei movimenti delle mani e il riconoscimento vocale vengono gestite direttamente sugli occhiali, riducendo la dipendenza dal cloud e migliorando la velocità di risposta.

Un altro aspetto rilevante dell’elaborazione locale è la protezione della privacy: evitando di trasmettere continuamente dati sensibili a server remoti, gli Aria Gen 2 permettono un uso più sicuro e conforme alle normative sulla protezione dei dati.

Comfort e autonomia migliorati su Aria Gen 2

Pensati per un utilizzo prolungato, gli occhiali Aria Gen 2 pesano circa 75 grammi e offrono un’autonomia di sei-otto ore di utilizzo continuo. Le aste pieghevoli ne facilitano il trasporto, mentre il design ergonomico garantisce un maggiore comfort rispetto alla generazione precedente.

Questa combinazione di leggerezza, autonomia e praticità rende gli Aria Gen 2 adatti non solo alla ricerca ma anche ad applicazioni più concrete, come il supporto alla navigazione o all’assistenza in tempo reale in contesti professionali.

Renderli disponibili ai laboratori di ricerca accademici e commerciali farà progredire ulteriormente la ricerca aperta e la comprensione pubblica di un insieme chiave di tecnologie che riteniamo contribuiranno a plasmare il futuro dell’informatica e dell’intelligenza artificiale“, dice l’azienda.

Un impatto significativo sulla ricerca AI

La prima generazione di occhiali Aria ha già contribuito a importanti sviluppi nella ricerca accademica e industriale. Il dataset Ego-Exo4D, basato sui dati raccolti con Aria Gen 1, “è diventato uno strumento fondamentale per la moderna visione artificiale e il campo in crescita della robotica“. Inoltre, i ricercatori del Georgia Tech hanno dimostrato come il kit di ricerca di Aria possa essere utilizzato per addestrare robot umanoidi ad assistere le persone nelle attività domestiche, mentre i team di ricerca di BMW “lo hanno utilizzato per esplorare come integrare i sistemi di realtà aumentata e virtuale nei veicoli intelligenti“.

Oltre alla ricerca in AI e robotica, gli occhiali Aria Gen 2 stanno aprendo nuove strade nel campo dell’accessibilità. La Carnegie Mellon University aveva già impiegato gli Aria Gen 1 per il progetto NavCog, volto a facilitare la navigazione indoor per persone cieche o ipovedenti. Mentre con la nuova generazione, l’azienda Envision “ha utilizzato le funzionalità SLAM on-device, insieme alle funzionalità audio spaziali, per aiutare le persone non vedenti e ipovedenti a navigare senza problemi negli ambienti interni“.

Nei prossimi mesi, Meta fornirà ulteriori dettagli sulla disponibilità dei dispositivi per i partner di ricerca. Gli sviluppi futuri di questi occhiali smart potrebbero ridefinire il modo in cui interagiamo con l’intelligenza artificiale e la realtà aumentata, aprendo scenari innovativi per l’intero settore tecnologico.

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