Negli Stati Uniti sorgerà la prima centrale elettrica a fusione nucleare al mondo

Questa centrale a fusione nucleare dovrebbe entrare in funzione entro il 2030, producendo circa 400 megawatt di elettricità priva di emissioni di carbonio

Redazione

Contea di Chesterfield, Virginia (Stati Uniti): è proprio qui che verrà costruita la prima centrale elettrica a fusione nucleare in grado di coprire il fabbisogno energetico di centinaia di migliaia di abitazioni e aziende.

Il progetto ARC, la prima centrale a fusione nucleare

400 megawatt di elettricità, sufficienti a soddisfare il fabbisogno energetico di 150.000 abitazioni o di grandi siti industriali. Questo è quanto promette la centrale ARC, la prima al mondo a produrre energia dalla fusione nucleare.

Progettata dalla startup Commonwealth Fusion Systems (CFS), spinoff del MIT e partner di Eni, questa centrale rappresenta un passo fondamentale per la ricerca e lo sviluppo della fusione nucleare, una tecnologia che promette energia pulita e priva di emissioni nocive o scorie tossiche grazie all’utilizzo di materiali come l’idrogeno e gli isotopi di litio, ricavabili dall’acqua di mare.

Parliamo però di una tecnologia che ancora oggi deve affrontare diverse sfide, come quella di generare più energia di quella richiesta per avviare e mantenere le reazioni essenziali per il buon funzionamento del reattore. Per superare tali ostacoli, CFS ha deciso di impiegare magneti superconduttori di nuova generazione, che consentono di progettare reattori più compatti ed efficienti.

Secondo quanto riportato dal sito di informazione Interesting Engineering, questa tecnologia ha avuto origine nel 2012, quando un gruppo di studenti del MIT sviluppò un concept innovativo per un reattore basato su questa tecnologia. Il risultato fu una serie di soluzioni che sfidavano le convenzioni del settore, aprendo la strada al progetto ARC.

SPARC, il passo decisivo verso il futuro

La dimostrazione della fattibilità del reattore ARC dipenderà però da SPARC, un dispositivo sperimentale situato a Devens, Massachusetts. Questa macchina dimostrativa dovrebbe produrre il suo primo plasma nel 2026, un passaggio chiave per verificare la possibilità di avviare reazioni di fusione controllata. L’obiettivo è raggiungere l’energia netta di fusione, dimostrando che un reattore commercialmente rilevante può produrre più energia di quanta ne consumi.

Se SPARC dovesse avere successo, segnerebbe una svolta epocale per la fusione nucleare, aprendo definitivamente la strada alla costruzione della centrale ARC, che dovrebbe entrare in funzione all’inizio degli anni 2030.

Questo è un momento storico. All’inizio degli anni 2030, tutti gli occhi saranno puntati sulla regione di Richmond e più in particolare sulla contea di Chesterfield, in Virginia, come luogo di nascita dell’energia da fusione commerciale“, ha dichiarato Bob Mumgaard, amministratore delegato e co-fondatore di Commonwealth Fusion Systems. 

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