La batteria quantistica che cambia le regole dell’energia

Un prototipo rivoluzionario accelera la ricarica con l’effetto collettivo quantistico, aprendo nuove prospettive tecnologiche e sostenibili

Redazione
Ricercatori mostrano batteria quantistica prototipo durante un test in laboratorio

La prima batteria quantistica prototipo rappresenta un passo concreto verso nuove modalità di accumulo dell’energia. Il risultato arriva da una collaborazione tra University of Melbourne, RMIT University e l’agenzia nazionale australiana CSIRO, che hanno realizzato un dispositivo capace non solo di caricarsi, ma anche di rilasciare energia. Un aspetto particolarmente rilevante riguarda la velocità di ricarica: aumentando le dimensioni della batteria, il tempo necessario si riduce, ribaltando la logica delle batterie chimiche tradizionali.

Prototipo di batteria quantistica: un avanzamento per l’energia del futuro

Il progetto si inserisce nel solco della ricerca quantistica, che negli ultimi anni ha già portato allo sviluppo di tecnologie basate su fenomeni come sovrapposizione ed entanglement. In questo caso, tali proprietà vengono applicate all’accumulo energetico.

Il ricercatore James Quach, impegnato su questo tema dal 2018, aveva già realizzato un primo prototipo nel 2022, capace però solo di immagazzinare energia. Il nuovo dispositivo supera questo limite, consentendo anche la scarica e avvicinando così la tecnologia a un utilizzo pratico.

Si tratta di un passaggio importante: finora, le batterie quantistiche erano rimaste soprattutto un concetto teorico o simulato. Questa realizzazione dimostra invece che il principio può essere applicato in un sistema fisico funzionante.

Come funziona la batteria quantistica prototipo

Il cuore della batteria è una microcavità organica multilayer, composta da diversi materiali in grado di intrappolare la luce. La ricarica avviene in modalità wireless, attraverso l’uso di un laser. Per verificare il comportamento del sistema, i ricercatori hanno impiegato tecniche avanzate di spettroscopia.

L’elemento distintivo è il cosiddetto effetto collettivo quantistico. A differenza delle batterie tradizionali, in cui ogni unità si carica singolarmente, qui tutte le unità lavorano insieme. Questo significa che l’energia viene accumulata simultaneamente da più componenti.

Il risultato è controintuitivo: se una singola unità richiede un secondo per caricarsi, un sistema composto da N unità può caricarsi in un tempo pari a 1/√N secondi. In pratica, più grande è la batteria, più veloce è la ricarica, una dinamica opposta rispetto alle tecnologie attuali.

Vantaggi rispetto alle batterie tradizionali e prospettive applicative

Questa caratteristica rende le batterie quantistiche potenzialmente rivoluzionarie. Nelle batterie chimiche, infatti, l’aumento della capacità comporta tempi di ricarica più lunghi. Qui avviene l’esatto contrario, grazie alla natura quantistica del sistema.

Tuttavia, le applicazioni concrete restano ancora lontane. Il prototipo attuale è in grado di immagazzinare quantità estremamente ridotte di energia, dell’ordine di pochi miliardi di elettronvolt, insufficienti anche per alimentare uno smartphone. Inoltre, la carica viene mantenuta solo per tempi molto brevi, pari a pochi nanosecondi.

Nonostante questi limiti, il dispositivo dimostra il potenziale della tecnologia. In prospettiva, le batterie quantistiche potrebbero trovare impiego soprattutto nei computer quantistici, dove le loro proprietà sarebbero particolarmente adatte.

Limiti attuali e prossimi sviluppi della ricerca

Il lavoro pubblicato su Light: Science & Applications rappresenta quindi una prova di concetto, più che una soluzione pronta per il mercato. I ricercatori stanno ora lavorando per aumentare la scala del prototipo e verificare quanto a lungo sia possibile mantenere la carica.

L’obiettivo ideale sarebbe combinare i vantaggi delle due tecnologie: la velocità di ricarica delle batterie quantistiche con la capacità di accumulo di quelle tradizionali.

Secondo Quach, le prospettive future potrebbero essere ancora più ambiziose: si immagina un mondo in cui sia possibile caricare auto elettriche più velocemente del rifornimento di carburante o alimentare dispositivi a distanza senza fili.

Per arrivare a questo scenario, però, resta ancora molta strada da percorrere sul piano scientifico e tecnologico.

Cosa sapere ora sulla batteria quantistica prototipo

Il primo prototipo di batteria quantistica apre una nuova fase per l’accumulo e la gestione veloce dell’energia. Comprendere questi progressi scientifici aiuta a orientarsi sulle potenzialità delle tecnologie energiche di domani.

Nei prossimi anni, la ricerca in questo ambito influenzerà settori chiave dell’innovazione e della sostenibilità. Seguire tali sviluppi può offrire vantaggi sia a professionisti che a imprese tech.

Fonte: Interesting Enginnering

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