Energia solare, il progetto di una startup per catturare la luce anche di notte

Un progetto avveniristico, che permetterebbe a questa startup di rivoluzionare il settore dell’energia solare utilizzando satelliti e specchi in mylar

Redazione

Satelliti con specchi riflettenti in grado di catturare la luce solare sulla Terra anche dopo il tramonto. Questo e altro è il progetto su cui sta puntando la startup californiana Reflect Orbital. Un progetto davvero ambizioso, che mira a superare i limiti dell’energia rinnovabile, assicurando produzione continua per i parchi solari.

Energia solare anche di notte: l’idea di Reflect Orbital

Racconta Wired, il progetto di Reflect Orbital prevede l’uso di satelliti equipaggiati con specchi fatti in mylar (un materiale plastico utilizzato nelle coperte spaziali) delle dimensioni di 10 metri per 10. Stando alla società, questi specchi dovrebbero essere in grado di riflettere i raggi solari verso specifiche aree della Terra. Secondo Ben Nowack, CEO della startup, questo sistema potrebbe vendere la luce solare “on demand” ai parchi solari, che di solito non producono energia dopo il tramonto.

Il principio fisico su cui si basa è semplice: la riflessione della luce. Grazie a una rete di satelliti, la startup vuole creare una fonte di luce solare continua, in modo da aumentare la produzione di energia solare anche di notte.

Al momento, Reflect Orbital non ha ancora lanciato i suoi satelliti, infatti alcuni test preliminari sono stati condotti utilizzando delle speciali mongolfiere. Durante questi test, come racconta l’azienda nel video YouTube qui sotto, il sistema di specchi ha generato 500 watt di energia per metro quadrato, dimostrando la fattibilità della tecnologia.

La startup ha in programma di lanciare un satellite di prova in stile Starlink nel 2025 e ha già aperto le prenotazioni per i primi “punti luce” notturni, che potrebbero essere disponibili entro la fine dello stesso anno. L’obiettivo è creare una costellazione di circa 60 satelliti in orbita polare, in grado di fornire luce solare per altri 30 minuti ogni giorno, aumentando così la disponibilità di energia nei momenti più critici.

Di recente, il fondatore Ben Nowack ha condiviso su X un video in cui sposta un cerchio di luce su una mappa digitale col suo smartphone. Dopo aver posizionato il cerchio esattamente sopra la propria posizione, la illumina semplicemente con un click.

Le sfide di questo ambizioso progetto

Nonostante l’entusiasmo attorno al progetto, rimangono ancora delle incognite. Una delle principali sfide sarà quella di dimostrare la sostenibilità economica dell’iniziativa. Finora, il progetto ha attirato molto interesse, ma non sono stati ancora confermati finanziamenti sufficienti per portarlo alla fase operativa su larga scala.

Un altro punto di discussione è l’impatto ambientale. Alcuni scienziati hanno espresso preoccupazioni riguardo all’inquinamento luminoso che i satelliti potrebbero causare, interferendo con le osservazioni astronomiche.

Reflect Orbital ha risposto a queste critiche sul sito Space.com, affermando che i loro specchi sono progettati per evitare questo tipo di disturbo. Tuttavia, resta da vedere se la startup riuscirà a convincere il pubblico e la comunità scientifica.

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