La costruzione del mini-impianto nucleare modulare di TerraPower, la startup fondata da Bill Gates nel 2006, ha ricevuto l’approvazione della Nuclear Regulatory Commission, segnando la prima autorizzazione a un nuovo reattore commerciale negli Stati Uniti da quasi un decennio. L’installazione sorgerà a Kemmerer, in Wyoming, vicino a una vecchia centrale a carbone, rappresentando un simbolo della transizione energetica dal carbone alle fonti a basse emissioni. La decisione riflette sia l’urgenza climatica sia la crescente domanda di elettricità, anche per alimentare data center e le infrastrutture dell’intelligenza artificiale.
Un reattore modulare e innovativo
Il progetto TerraPower porta con sé diverse innovazioni tecnologiche. Il reattore, chiamato Natrium, ha una capacità di 345 megawatt, inferiore ai tradizionali 1000 MW, ma grazie alla struttura modulare risulta più semplice e veloce da costruire.
L’impianto sarà inoltre abbinato a un sistema di accumulo a sali fusi, che funziona come una sorta di “batteria termica”: il calore viene immagazzinato quando la domanda è bassa e rilasciato nei momenti di picco, consentendo alla centrale di modulare rapidamente la produzione fino a 500 MW. Questa caratteristica rende Natrium particolarmente adatto a integrarsi con fonti rinnovabili come solare ed eolico.
Un altro elemento distintivo del reattore è l’uso del sodio liquido come refrigerante, anziché l’acqua leggera più diffusa. Il sodio permette di operare a pressioni molto più basse, riducendo la complessità dei componenti e semplificando la struttura dell’impianto. Secondo TerraPower, queste caratteristiche dovrebbero anche contribuire a contenere i costi delle future unità, nonostante l’investimento iniziale del reattore di Kemmerer superi i 4 miliardi di dollari.
Kemmerer come esempio di transizione industriale
La scelta di Kemmerer non è casuale. La città è storicamente legata all’industria del carbone, e l’avvio del reattore Natrium crea un legame diretto con il tessuto produttivo locale, offrendo nuove opportunità ai lavoratori del settore. La centrale a carbone di Naughton, che sarà dismessa nei prossimi anni, insieme alla miniera che la alimenta, rappresentava una delle principali fonti di lavoro della zona. Il progetto nucleare punta così a trasformare l’economia locale, preservando competenze e posti di lavoro.
I lavori preliminari sull’impianto, compresi quelli delle parti non nucleari, sono già iniziati, mentre la costruzione del reattore vero e proprio partirà nelle prossime settimane. L’entrata in funzione dell’impianto è prevista per il 2031, mentre altre partnership, come quella con Meta di Mark Zuckerberg, prevedono lo sviluppo di ulteriori unità Natrium e sistemi di stoccaggio per un totale di 2,8 gigawatt, con prime consegne attese nel 2032.
Uranio ad alto arricchimento e sicurezza
Il reattore Natrium utilizza Haleu, un combustibile nucleare ad alto arricchimento, intorno al 20% rispetto al 5% dei reattori convenzionali. Questo consente una maggiore efficienza e una riduzione di alcune tipologie di scorie, ma impone standard rigorosi di sicurezza e tracciabilità.
La disponibilità di Haleu è attualmente un nodo critico: il mercato globale è dominato dalla Russia, anche se gli USA stanno investendo intensamente nello sviluppo di una filiera nazionale. Tra le aziende coinvolte ci sono Centrus Energy, la francese Orano e General Matter, sostenuta da Peter Thiel.
Prospettive per la transizione energetica dopo l’approvazione
L’avvio del progetto TerraPower rinnova il dibattito sull’indipendenza energetica e sulla sicurezza degli approvvigionamenti. I lettori possono ora valutare da vicino come un mini-impianto nucleare modulare cambi la rete americana. Soprattutto, la notizia conferma che la questione nucleare resta centrale per i prossimi anni, sia in termini di innovazione che di impatto sociale ed economico.
Fonte: Wired