Tre startup italiane che puntano alla sostenibilità

Simona Politini
Sostenibilità e green, amazon

Riduzione delle emissioni di Co2, riciclo, salvaguardia della biodiversità, ecco 3 startup che abbracciano la sostenibilità.


“Sostenibilità” è la nuova parola d’ordine in tutti i settori, non c’è ripartenza, non c’è futuro, senza mettere in campo azioni che preservino l’ambiente e lo consegnino vivo e florido alle generazioni future. Lo confermano anche i risultati dello studio EY Seize the change: futuri sostenibili secondo il quale il 70% delle aziende prevede un piano di sostenibilità corredato da obiettivi, sebbene ancora solo il 39% ha strutturato target quantitativi di medio-lungo periodo. Dalla ricerca, realizzata su un campione complessivo di oltre 260 aziende italiane afferenti a diversi settori – di cui 62 sono state intervistate e 201 analizzate sulle dichiarazioni non finanziarie – emerge come il tessuto imprenditoriale stia ripianificando le proprie strategie in termini di sostenibilità in un periodo di forte trasformazione accelerata dell’emergenza Covid-19. Analizzando i trend di sviluppo sostenibile più significativi per le imprese, EY evidenza come l’emergenza sanitaria non abbia frenato, bensì intensificato l’attenzione da parte delle imprese sui temi di sostenibilità, rendendoli sempre più organici alle strategie aziendali: per un terzo delle aziende intervistate, ovvero il 33%, l’impatto della pandemia fungerà da acceleratore per una transizione verso modelli maggiormente sostenibili, dando particolare enfasi alla valorizzazione e protezione del capitale umano, alla gestione dei rischi e allo sviluppo delle comunità e del territorio.

Sostenibilità e green

Sostenibilità e innovazione: 3 startup green tutte italiane

Secondo la ricerca EY, cambiamento climatico, finanza, economia circolare e mobilità sono i 4 temi principali su cui si stanno focalizzando le strategie per la sostenibilità all’interno delle aziende. Ma questi temi sono anche quelli sui quali molte startup stanno indirizzano il proprio ingegno ed energie. Ecco dunque 3 startup green tutte italiane.

Mugo e la lotta al cambiamento climatico

Usare la tecnologia per far prendere coscienza ad ogni individuo del contributo che può dare singolarmente nella lotta al cambiamento climatico è l’obiettivo della startup milanese Mugo fondata da Roberto Ruggeri. Sulla piattaforma Mugo non solo sarà possibile misurare le proprie emissioni annue di gas serra e ricevere consigli pratici su come modellare il proprio stile di vita per renderlo più sostenibile, ma sarà anche possibile compensare il proprio impatto sul clima finanziando con una piccola somma mensile di 7 euro progetti certificati che si occupano di rimuovere o ridurre i livelli di Co2 nel mondo.

3Bee protegge la biodiversità grazie all’Internet of Things 

L’agritech è l’area nella quale si muove la startup green 3Bee fondata nel 2017 in provincia di Como da Niccolò Calandri e Riccardo Balzaretti. 3Bee ha sviluppato un dispositivo IoT, HiveTech, per il monitoraggio e la gestione degli alveari migliorando la vita delle api e efficientando l’attività degli apicoltori. Posizionando il dispositivo sotto e dentro l’arnia l’apicoltore potrà tramite un’app essere informato sull’inizio e la fine della produzione, controllare l’intensità sonora per prevenire le sciamature, monitorare l’importazione e il consumo delle scorte per sapere sempre quando intervenire, controllare se la regina è presente e se sta deponendo. La vita dell’arnia diventa così a portata di app. Inoltre, col progetto “Adotta un’arnia” 3Bee ha creato una schiera di apicoltori digitali in grado di seguire a distanza tutto il ciclo di vita della propria arnia e riceverne infine anche il miele a casa!

Grycle mette l’intelligenza artificiale a servizio dell’economia circolare

Usare l’intelligenza artificiale per riconoscere i rifiuti indifferenziati e poterli riciclare è l’idea della startup green Grycle fondata da Daniele Pes e Edoardo Carlucci.  Grycle ha sviluppato una macchina (ancora non in commercio, ma, col sostegno del Polimi, già vincitrice del premio Best MBA startup of the year) dotata di sensori integrati a un modulo d’intelligenza artificiale che realizza in automatico la raccolta differenziata e che tritura i rifiuti, riducendone il volume di oltre il 90% e permettendone il riutilizzo.  La tecnologia alla base, brevettata e interamente sviluppata in Italia, permette, attraverso un unico processo integrato che utilizza la luce per riconoscere le materie che compongono i rifiuti indifferenziati, di ridurne il volume e trasformarli nuovamente in materie prime. Queste ultime infatti, attraverso l’ausilio di sensori “intelligenti”, vengono raccolte e separate automaticamente per essere rivendute e riutilizzate.