Trump Mobile: il T1 Phone esiste davvero (e sta arrivando)

Dopo mesi di attesa, il T1 Phone si mostra, con un design aggiornato, specifiche potenziate e un lancio finalmente imminente

Redazione

Il misterioso Trump phone torna a far parlare di sé. Dopo mesi di silenzio e rinvii, i vertici di Trump Mobile hanno finalmente mostrato il dispositivo in una videochiamata e fornito nuovi dettagli su design, specifiche, prezzo e tempi di lancio. Il T1 Phone esiste davvero, anche se non è ancora pronto per la vendita: quello mostrato non è un modello definitivo, ma una versione molto vicina a quella finale.

Un design rivisto e specifiche potenziate

Durante l’intervista a The Verge, Eric Thomas e Don Hendrickson, due dei tre dirigenti alla guida di Trump Mobile, hanno mostrato il T1 Phone in una call su Google Meet. Il dispositivo appare diverso rispetto a quello presentato otto mesi fa: scompare il triangolo delle fotocamere in stile iPhone, sostituito da tre lenti disposte verticalmente all’interno di un’isola ovale nera, con la scritta “Trump Mobile” accanto. Rimane invece la finitura dorata e la bandiera americana sul retro, mentre il logo T1 dovrebbe essere eliminato prima del lancio.

Anche sul fronte delle specifiche emergono novità rilevanti. Lo smartphone dovrebbe montare un display “waterfall” curvo, più vicino alle 6,78 pollici promesse inizialmente rispetto ai 6,25 pollici comparsi in una scheda tecnica successiva. A bordo ci sarà un chip Qualcomm Snapdragon serie 7, una batteria da 5.000 mAh, 512 GB di memoria interna e supporto a schede microSD fino a 1 TB.

Sul comparto fotografico, Thomas ha confermato sensori da 50 megapixel sia per la fotocamera frontale sia per quella principale posteriore. L’interfaccia della fotocamera suggerisce inoltre la presenza di una ultragrandangolare e forse di un teleobiettivo, elementi che non erano mai stati indicati prima. Secondo Thomas, “questo telefono si colloca allo stesso livello dei top di gamma sul mercato”, arrivando a paragonarlo a dispositivi da oltre 1.000 dollari, anche se alcune caratteristiche chiave – come impermeabilità o ricarica wireless – non sono state ancora chiarite.

Prezzo, ritardi e il nodo della produzione

L’aggiornamento delle specifiche avrà conseguenze anche sul prezzo. Chi ha già versato un deposito da 100 dollari pagherà 499 dollari complessivi, definiti ora come “prezzo introduttivo”. Per i nuovi acquirenti il costo salirà, anche se resterà sotto i 1.000 dollari, con una cifra finale ancora da stabilire.

Secondo i dirigenti, le numerose modifiche sono legate all’interesse iniziale suscitato dal progetto. “Abbiamo deciso di saltare il nostro primo modello entry-level e puntare direttamente a qualcosa di migliore”, ha spiegato Thomas. Questa scelta avrebbe contribuito ai ritardi: il T1 Phone è ora in ritardo di sei mesi rispetto alla tabella di marcia originaria.

Sul fronte regolatorio, il dispositivo avrebbe già ottenuto la certificazione FCC, rallentata anche dallo shutdown governativo, ed è ora in attesa dell’approvazione di T-Mobile, prevista per metà marzo. Solo dopo sarà possibile spedire i telefoni ai primi acquirenti, anche se una data precisa non viene ancora indicata.

Resta poi il tema della produzione. Il T1 Phone non sarà “made in USA”: l’assemblaggio finale avverrà a Miami, mentre la maggior parte dei componenti viene prodotta all’estero, in un Paese definito “favorito”, ma non in Cina. Sul sito si parla di “mani americane dietro ogni dispositivo”, una formulazione scelta – secondo Thomas – per evitare affermazioni fuorvianti dopo che, al lancio, erano apparse diciture errate come “MADE IN THE USA”.

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