Difesa hi-tech: nasce lo scanner cerebrale quantistico portatile

Un nuovo scanner mobile promette diagnosi immediate dopo le esplosioni, migliorando sicurezza e intervento neurologico dei militari britannici

Redazione

Studi recenti indicano che l’esposizione ripetuta a onde d’urto può accumularsi nel tempo, aumentando il rischio di disturbi neurologici anche in assenza di lesioni visibili. Un problema che non riguarda solo i militari, ma anche i civili. Finora, la brevità e la delicatezza di questi effetti rendevano quasi impossibile la loro rilevazione con scanner tradizionali, nonché il loro trasporto. Appunto, finora: dal Regno Unito arriva infatti un nuovo scanner cerebrale quantistico potrebbe rivoluzionare la protezione dei militari dalle esplosioni, portando l’imaging di laboratorio direttamente nei poligoni di tiro. Per la prima volta sarà possibile osservare in tempo reale i cambiamenti neurologici nei minuti successivi a un’esposizione a onde d’urto, senza spostare il personale negli ospedali.

Tecnologia quantistica al servizio dei soldati

Stando a quanto riportato da Interesting Engineering, il Regno Unito sta sviluppando il primo sistema portatile di magnetoencefalografia (MEG) completamente mobile, in grado di registrare variazioni nella funzione cerebrale subito dopo un’esplosione. Il Ministero della Difesa ha investito oltre 3 milioni di sterline nel progetto, che integra sensori quantistici avanzati in un laboratorio su ruote.

Il sistema, realizzato dalla spin-off dell’Università di Nottingham Cerca Magnetics in collaborazione con le università di Nottingham e Birmingham, consentirà ai team medici militari di intervenire direttamente sul campo. Non sarà più necessario trasferire i soldati verso scanner fissi: i medici potranno osservare effetti neurologici che, in passato, svanivano entro 24-48 ore.

Secondo la ministra per i veterani Louise Sandher-Jones, “la sicurezza del nostro personale è una priorità assoluta. Grazie a tecnologie come questa, anche i cambiamenti più sottili diventano rilevabili, migliorando decisioni cliniche e protezioni fondamentali per le nostre forze”. La stessa innovazione potrebbe avere ricadute civili, supportando chi soffre di demenza, epilessia o traumi cranici.

Monitoraggio immediato dei danni nascosti

Cuore dell’innovazione è la tecnologia OPM-MEG (magnetometro a pompaggio ottico), che consente un monitoraggio mobile e immediato. Il colonnello James Mitchell, neurologo e responsabile dello UK Military Blast Study, sottolinea che il nuovo sistema permetterà di ottenere una “fotografia accurata e con timestamp” dell’attività cerebrale nei minuti e nelle ore successive all’esposizione, monitorando il recupero nei giorni successivi. Questi dati potranno definire limiti scientificamente basati per l’esposizione sicura agli esplosivi e supportare decisioni sul rientro al servizio.

Il progetto analizzerà diversi tipi di arma e mapperà i modelli di recupero cerebrale, identificando chi è più a rischio e la rapidità di stabilizzazione del cervello. La professoressa Karen Mullinger, co-leader del programma, evidenzia come OPM-MEG misuri la funzione elettrica cerebrale con precisione e sensibilità senza precedenti, rendendolo ideale per caratterizzare gli effetti acuti delle esplosioni.

Il sistema, sviluppato nell’ambito del National Quantum Technologies Programme con il supporto di DSIT e MOD, ha richiesto dieci anni di ricerca e coinvolge aziende e università come Magnetic Shields Limited, QuSpin e la School of Physics dell’Università di Nottingham. L’operatività completa è prevista entro il 31 marzo 2026, aprendo la strada a possibili applicazioni in ambito sportivo, emergenziale e ospedaliero.

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