Gene.01, il robot umanoide che impara anche dal contatto fisico

Gene.01 di Generative Bionics porta una nuova generazione di robot umanoidi direttamente negli ambienti industriali

Redazione
Pelle robot intelligente su umanoidi Generative Bionics in una fabbrica moderna

Immagine copertina generata con l’intelligenza artificiale

La convivenza tra esseri umani e robot nelle fabbriche si prepara a cambiare con Gene.01, il nuovo umanoide sviluppato dalla startup italiana Generative Bionics. La macchina è ricoperta da una rete di sensori capace di percepire persone, temperatura, prossimità, tocco e forza, consentendole di modificare i propri movimenti prima e durante un eventuale contatto. L’obiettivo è rendere più naturale l’interazione tra lavoratori e robot negli ambienti industriali condivisi.

Una pelle intelligente per percepire ciò che accade intorno

Gene.01 presenta una particolare pelle artificiale che si estende dal torso fino agli arti del robot. Il sistema permette alla macchina di rilevare simultaneamente diverse informazioni provenienti dall’ambiente circostante, inclusa la presenza di una persona che si avvicina.

Questa capacità consente al robot di anticipare il contatto con un essere umano e modificare il proprio movimento prima che questo avvenga. Il principio è simile a quello che porta una persona ad allontanare la mano da una fonte di calore ancora prima di toccarla: anche una percezione a distanza può essere sufficiente per modificare il comportamento.

La tecnologia non si limita quindi a registrare un contatto già avvenuto, ma permette a Gene.01 di reagire anche alle informazioni che lo precedono.

Il robot può imparare attraverso le mani dell’uomo

La pelle sensorizzata ha anche un’altra funzione. Un essere umano può infatti guidare fisicamente il braccio del robot per insegnargli un nuovo compito, fornendo informazioni che un semplice video non riuscirebbe a trasmettere con la stessa precisione.

Il sistema è particolarmente rilevante quando Gene.01 deve imparare quanta forza applicare. Afferrare un oggetto richiede infatti un equilibrio preciso: bisogna esercitare una pressione sufficiente a non farlo cadere, ma non così elevata da danneggiarlo.

Secondo Generative Bionics, questa possibilità affronta uno dei problemi persistenti della robotica umanoide, cioè insegnare alla macchina a gestire correttamente la forza necessaria durante le attività fisiche.

Dalla ricerca dell’IIT al concetto di Physical AI

Gene.01 nasce dalla ricerca dell’Italian Institute of Technology, pubblicata recentemente su Nature Machine Intelligence. Generative Bionics sostiene che la propria piattaforma rappresenti il primo sistema industriale a portare questo metodo peer-reviewed su un umanoide completamente funzionale e ricoperto di sensori.

Alla base dello sviluppo c’è il concetto di Physical AI, un approccio che considera corpo, meccanica e controllo dei movimenti come un unico sistema integrato. Invece di costruire prima l’hardware e aggiungere successivamente l’intelligenza artificiale, il metodo punta a sviluppare e ottimizzare contemporaneamente le diverse componenti.

L’azienda afferma di poter così calibrare hardware e intelligenza del robot sulla base di fattori misurabili, tra cui ergonomia e stabilità durante la camminata, considerando anche i modelli degli esseri umani con cui la macchina dovrà lavorare.

Una piattaforma da personalizzare per diversi lavori

Gene.01 non è pensato come un prodotto unico e definitivo, ma come una piattaforma di base per una famiglia di robot specializzati. La personalizzazione può avvenire su tre livelli: l’intelligenza artificiale può essere adattata al compito specifico, l’aspetto esterno può essere modificato in funzione dell’ambiente di lavoro e gli end effector, cioè mani, pinze o piedi, possono essere sostituiti a seconda dell’attività.

La strategia punta quindi a rendere la stessa piattaforma adattabile a differenti esigenze industriali, intervenendo su AI, design e componenti terminali.

Un ecosistema europeo per la Physical AI

Le ambizioni di Generative Bionics vanno oltre Gene.01. La startup vuole costruire un ecosistema europeo della Physical AI, con catene di approvvigionamento considerate affidabili e propri standard di conformità.

In questa direzione ha avviato un’alleanza strategica con la società tedesca Synapticon per sviluppare una catena di attuatori prodotta in Europa e protetta dall’UE. Assemblaggio finale, calibrazione e test di sicurezza dovrebbero essere effettuati sul territorio europeo.

La startup ha inoltre raccolto 81 milioni di dollari in un round seed guidato da CDP Venture Capital, con la partecipazione di AMD Ventures, Duferco, Eni Next, RoboIT e Tether. Nel frattempo è già partito il primo progetto applicativo concreto: Generative Bionics collabora con Fincantieri per sviluppare un robot umanoide dedicato alla saldatura nei cantieri navali.

Fonte: New Atlas

Iscriviti alla newsletter

Non inviamo spam! Leggi la nostra Informativa sulla privacy per avere maggiori informazioni.