La rivoluzione ai vertici di OpenAI porta Greg Brockman al centro

L’esodo dei dirigenti rafforza il ruolo del cofondatore, mentre Sam Altman guarda alla strategia e alla possibile IPO

Redazione
Greg Brockman alla guida operativa di OpenAI dopo l'esodo dei manager

Immagine copertina generata con l’intelligenza artificiale

L’esodo dei dirigenti di OpenAI sta producendo un effetto sempre più evidente: Greg Brockman ha assunto un ruolo centrale nella gestione quotidiana della società. Il cofondatore e presidente controlla ormai numerose aree operative, mentre Sam Altman appare sempre più concentrato sulla strategia di lungo periodo, sulla direzione dell’azienda e sulla possibile quotazione in Borsa. Un cambiamento che arriva mentre OpenAI deve affrontare la crescente concorrenza di Anthropic e prepararsi a una fase decisiva della propria evoluzione.

Greg Brockman, da cofondatore a leader operativo

Brockman è da anni una delle figure più importanti di OpenAI, ma il suo ruolo è cambiato sensibilmente negli ultimi mesi. In precedenza aveva una posizione maggiormente legata alla visione generale dell’azienda; oggi, invece, ha assunto il controllo di gran parte delle operazioni quotidiane.

Secondo quanto ricostruito da The Verge, le numerose partenze ai vertici hanno creato diversi vuoti organizzativi che sono stati progressivamente assorbiti da Brockman. Tra le aree sotto la sua supervisione figurano il business enterprise, Codex, il settore consumer, l’infrastruttura e diverse attività legate alla crescita e alla piattaforma.

OpenAI cambia priorità tra enterprise e coding

Il riassetto della dirigenza coincide con una modifica delle priorità di OpenAI. La società sembra voler concentrare maggiormente le proprie risorse sui segmenti considerati fondamentali per la crescita dei ricavi, soprattutto enterprise e coding.

Parallelamente, OpenAI sta cercando di rendere la propria struttura più snella, riducendo attività secondarie e progetti considerati meno strategici. Al centro rimane anche lo sviluppo di una “super app” consumer, pensata per riunire diverse funzionalità in un unico prodotto.

Il cambiamento arriva dopo l’uscita di numerosi dirigenti, tra cui Fidji Simo, Brad Lightcap, Denise Dresser e altri responsabili di importanti divisioni. Un numero così elevato di partenze in un periodo ristretto viene considerato insolito, soprattutto per una società che si prepara a una possibile IPO.

Greg Brockman al centro della sfida con Anthropic

La crescente influenza di Brockman si inserisce anche nella competizione sempre più intensa con Anthropic. La società rivale sta guadagnando terreno soprattutto nel mercato enterprise e nella codifica, due settori sui quali OpenAI ha deciso di concentrare maggiormente i propri sforzi.

Secondo i dati riportati dalla stampa e citati da The Verge, i risultati di Anthropic stanno aumentando la pressione su OpenAI. Le cifre relative alla rivale non sono però state verificate in modo indipendente.

Per Brockman la sfida sarà quindi soprattutto organizzativa: dovrà decidere come distribuire risorse, personale e capacità di calcolo tra divisioni con esigenze molto diverse.

Sam Altman guarda al lungo periodo

Mentre Brockman assume una posizione sempre più operativa, Sam Altman sembra voler mantenere il proprio focus sulle questioni strategiche. Si tratta, secondo The Verge, di una tendenza già emersa negli anni precedenti e non necessariamente di una conseguenza diretta dell’attuale esodo manageriale.

Altman continua a rappresentare il volto pubblico di OpenAI, mentre Brockman appare sempre più come l’estensione operativa del CEO. Il loro rapporto, rafforzato anche dagli eventi del 2023, rappresenta uno degli elementi centrali dell’attuale struttura di potere dell’azienda.

IPO, consumer e hardware: le prossime scommesse

La possibile IPO sta contribuendo a orientare molte delle scelte attuali. Prima di arrivare sul mercato pubblico, OpenAI deve dimostrare di poter crescere mantenendo sotto controllo i costi e concentrandosi sulle attività più redditizie.

Tuttavia, puntare soltanto sull’enterprise non sarebbe sufficiente a differenziare OpenAI da Anthropic. Per questo l’azienda continua a investire anche nel settore consumer e nell’hardware, con il progetto sviluppato insieme a Jony Ive.

La strategia, quindi, sembra essere quella di restringere il campo eliminando i progetti meno importanti, ma mantenendo alcune grandi scommesse capaci di distinguere OpenAI dalla concorrenza.

Una nuova governance con Brockman al centro

Il nuovo equilibrio interno presenta però anche diverse difficoltà. Brockman dovrà gestire contemporaneamente attività consumer, enterprise, salute, finanza personale, infrastrutture e ricerca, tutte caratterizzate da esigenze differenti.

A complicare il quadro c’è la necessità di allocare una quantità di potenza di calcolo comunque limitata tra divisioni che competono per le stesse risorse. Saranno quindi inevitabili decisioni difficili.

L’esodo dei dirigenti ha accelerato una trasformazione che sembra destinata a modificare ulteriormente OpenAI. Con Altman orientato alla strategia e Brockman sempre più coinvolto nell’operatività, la società si prepara così a una nuova fase, nella quale IPO, competizione con Anthropic e sviluppo dei prodotti saranno strettamente intrecciati.

Fonte: The Verge

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