FoodSeed 2024, ecco le startup che portano l’innovazione nella filiera agroalimentare

Con le loro soluzioni innovative, le startup selezionate per l’edizione 2024 del programma FoodSeed potranno plasmare un futuro più sostenibile

Redazione

Sette nuove startup entrano in FoodSeed, il programma di accelerazione della Rete Nazionale di CDP Venture Capital SGR. Presentate il 22 ottobre a Verona, queste realtà sono pronte a collaborare con le aziende del comparto per plasmare un futuro più sostenibile e tecnologicamente avanzato.

FoodSeed, l’ecosistema del settore agroalimentare

Lanciato a marzo 2023, FoodSeed è un programma di accelerazione che sostiene e promuove la crescita di innovative realtà italiane in grado di rispondere alle principali sfide del settore agroalimentare e contribuire alla sostenibilità e all’efficienza della filiera.

Allo stesso tempo, FoodSeed favorisce connessioni strategiche con aziende, investitori e attori chiave del settore in un’ottica di Open Innovation, un approccio che punta a rafforzare il tessuto imprenditoriale nazionale e a favorire nuove sinergie per promuovere uno sviluppo tecnologico ed etico del comparto AgriFood.

Anche in quest’edizione, FoodSeed gode del sostegno di partner promotori e co-investitori quali Fondazione Cariverona, UniCredit, Eatable Adventures, oltre che dei corporate partner Amadori, Cattolica Business Unit di Generali Italia, Veronafiere e dei partner scientifici Accelerate for Impact Platform del CGIAR e Università degli Studi di Verona. 

Le sette startup selezionate per FoodSeed 2024

Come già anticipato, per la seconda edizione di FoodSeed sono state scelte ben sette startup, che, grazie all’innovazione tecnologica e alla sostenibilità, potranno rivoluzionare l’intera filiera, dall’agricoltura sostenibile alla trasformazione alimentare, integrando principi di economia circolare.

Innovazione biotecnologica: dalle alghe agli ingredienti funzionali

Il contributo delle startup biotecnologiche è fondamentale per l’evoluzione della filiera agroalimentare. Vortex, ad esempio, trasforma gli scarti agroalimentari in ingredienti ad alto valore aggiunto. Utilizzando tecnologie avanzate, la startup crea prodotti sostenibili per vari settori, inclusi alimentare, pet food e cosmetica, contribuendo a ridurre gli sprechi e a ottimizzare l’uso delle risorse.

Anche Asteasier, spinoff dell’Università di Verona, gioca un ruolo chiave. Specializzata nella produzione di astaxantina naturale (carotenoide con forti proprietà antiossidanti e benefici per la salute cardiovascolare, cerebrale e oculare), la startup sfrutta le microalghe per sviluppare ingredienti con elevati benefici per la salute. Questo approccio riduce i costi di produzione fino all’80% rispetto ai metodi tradizionali e fornisce un’alternativa sostenibile alla sintesi chimica. Oltre all’astaxantina, le microalghe utilizzate dalla startup sono in grado anche di produrre pigmenti blu, proteine e omega-3.

Soluzioni per il risparmio idrico e la lotta alla siccità

La gestione delle risorse idriche è uno dei temi cruciali per il futuro dell’agricoltura. BeadRoots, startup biotecnologica di Lecce, ha sviluppato idrogel biodegradabili derivati da alghe che assorbono e rilasciano gradualmente l’acqua alle radici delle piante. Questa soluzione permette di ridurre l’evaporazione e di ottimizzare l’uso dell’acqua, favorendo la produttività agricola anche in condizioni di siccità.

Parallelamente, Alkelux propone un’altra innovazione che combatte lo spreco alimentare attraverso l’utilizzo di additivi naturali antimicrobici ricavati dagli scarti di liquirizia. Questi additivi, integrati nel packaging alimentare, prolungano la durata dei prodotti freschi, riducendo così le perdite durante la distribuzione e il consumo. Inoltre, essendo completamente privi di metalli, solubili in acqua e a basso impatto ambientale, non richiedono modifiche agli impianti produttivi già esistenti. Ciò consente alle aziende del settore di adottare questa tecnologia senza affrontare costosi interventi strutturali.

Packaging sostenibile: verso un futuro senza plastica

Il packaging sostenibile rappresenta un altro pilastro dell’innovazione in campo alimentare. Mama Science, con sede a Bologna, si concentra sulla creazione di materiali bio-based (quali film e coating) per sostituire la plastica nel confezionamento dei cibi. Questi materiali, ottenuti da fonti vegetali, replicano le proprietà della plastica tradizionale senza i danni ambientali che essa comporta, migliorando anche la conservazione degli alimenti.

Se applicati direttamente sui prodotti alimentari, riducono l’uso di plastiche per l’imballaggio, mentre nel caso del film consentono la completa sostituzione delle alternative realizzate con polimeri di origine sintetica.

Cibo e bevande del futuro: dai sostituti della caffeina alle microalghe

NOUS Energy ha sviluppato un’alternativa alla caffeina che promette di rivoluzionare il mercato del Food & Beverage. Questo nuovo ingrediente migliora le performance cognitive e fisiche senza gli effetti collaterali tipici della caffeina, come picchi di pressione o tachicardia. Inoltre, riduce del 65% le emissioni di CO2 e del 60% lo spreco d’acqua rispetto ai processi tradizionali di estrazione della caffeina.

Aflabox, invece, utilizza l’intelligenza artificiale per monitorare nei cereali, noci e semi oleosi la presenza di aflatossine, micotossine prodotte da due specie del fungo Aspergillus. Grazie a una tecnologia basata su sensori UV e algoritmi di AI, la startup è in grado di rilevare rapidamente queste tossine, e di inviare i dati immediatamente al cloud per un controllo tempestivo e preciso, migliorando la sicurezza alimentare e riducendo i costi di rilevazione.

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