Un progetto rivoluzionario di installazione di pannelli fotovoltaici tra i binari ferroviari sta prendendo forma in Svizzera. Avviato dalla startup Sun-Ways, in collaborazione con aziende locali, il progetto promette di trasformare le linee ferroviarie anche di altri Paesi (Italia compresa) in una risorsa energetica rinnovabile.
Un impianto fotovoltaico tra i binari: caratteristiche e innovazioni
Come precisa l’agenzia Adnkronos (Prometeo 360), Sun-Ways ha annunciato il progetto già un anno fa, ma solo di recente ha avuto il via libera da parte dell’Ufficio federale dei trasporti. In collaborazione con il fornitore di energia Viteos, e l’azienda specializzata in impianti elettrici ferroviari DG-Rail, la startup punta con questo progetto a installare una serie di pannelli fotovoltaici da 18 kW tra i binari di una linea ferroviaria nel cantone di Neuchâtel, in un tratto di 100 metri della linea ferroviaria 221.
Costituito da 48 pannelli solari, ciascuno con una potenza di 380 W, l’intero impianto è completamente removibile, infatti potranno essere condotti tutti i lavori di manutenzione necessari senza interrompere la produzione energetica. Inoltre, grazie all’ulteriore collaborazione con Scheuchzer SA (azienda attiva nella manutenzione ferroviaria), sarà possibile installare fino a 1.000 m² di pannelli al giorno in caso di espansione.
Il costo del progetto è stimato in circa 621.800 euro (originariamente 585mila franchi svizzeri), e stando a quanto riportato dagli Atti Parlamentari della Camera dei Deputati (seduta del 18 ottobre, pagg. 12-13), l’impianto dovrebbe essere operativo entro la primavera del 2025.
Sempre gli Atti riportano che la produzione di energia solare del progetto pilota è stimata intorno ai 16mila kWh all’anno, ma, se dovesse in futuro coinvolgere i 5mila chilometri che compongono la ferrovia elvetica, potrebbe arrivare a circa di 1 terawattora (TWh) all’anno, cioè quanto consumano circa 300.000 famiglie.
Pannelli fotovoltaici sulle infrastrutture? Non è una novità
Sfruttare infrastrutture stradali o ferroviarie per la produzione di energia solare non è in realtà un’idea nuovissima. In passato, sono stati realizzati progetti in diversi Paesi, con esiti variabili. Sempre Adnkronos cita il caso della francese “Route Solaire”: inaugurata con grandi aspettative nel 2016 in Normandia, alla fine si è rivelata un fallimento. A causa di problemi tecnici e costi eccessivi, alla fine la strada solare è stata smantellata nel luglio del 2024.
Mentre nel caso della pista ciclabile fotovoltaica “SolaRoad”, inaugurata nel 2014 nei Paesi Bassi, il progetto ha dimostrato la fattibilità della soluzione su piccola scala, e ha avuto successo: i pannelli della pista ciclabile olandese hanno infatti generato abbastanza energia da alimentare circa tre abitazioni all’anno.
Questi precedenti mostrano che i progetti di energia solare su infrastrutture sono complessi, ma potenzialmente validi soprattutto se accompagnati da miglioramenti tecnici.
Se il progetto pilota di Sun-Ways dovesse dimostrare in futuro la sua fattibilità, l’idea potrebbe essere estesa su larga scala, non solo in Svizzera ma anche in altri Paesi. Infatti, sempre negli Atti Parlamentari si richiede (pag. 13):
“[…] se i Ministri interrogati [Ministro delle infrastrutture e dei trasporti e Ministro dell’ambiente e della sicurezza energetica, ndr] non ritengano opportuno fare ulteriori approfondimenti al fine di valutare questa possibilità in futuro anche per l’Italia”.