Lo space computing in Cina raggiunge un nuovo punto di svolta. La città di Chengdu sta costruendo una filiera industriale completa dedicata al calcolo nello spazio, unendo produzione satellitare, sviluppo di tecnologie AI, infrastrutture finanziarie e capacità di lancio.
Al centro del progetto c’è lo Chengdu Hi-Tech Zone, che ha riunito 102 imprese strategiche, generando nel 2025 un volume industriale pari a 13 miliardi di yuan e attirando un sistema di fondi dal valore complessivo di 350 miliardi di yuan. Il risultato più rilevante è però la creazione della prima costellazione orbitale al mondo dedicata al calcolo AI, composta da 12 satelliti lanciati con un unico razzo.
Un passaggio che segna la trasformazione dello space computing da tecnologia sperimentale a settore pronto per una fase di commercializzazione concreta.
Lo space computing a Chengdu: una filiera industriale da miliardi di yuan
Il modello sviluppato da Chengdu punta a coprire l’intera catena del valore dello space computing: dalla progettazione dei satelliti fino alle applicazioni finali basate sull’intelligenza artificiale.
La presenza di oltre cento aziende specializzate consente alla città cinese di creare un ecosistema integrato in cui convivono manifattura aerospaziale, componentistica elettronica, software e servizi digitali. Questa struttura permette alle imprese di collaborare lungo tutte le fasi dello sviluppo tecnologico, riducendo i tempi necessari per trasformare una soluzione innovativa in un prodotto commerciale.
Parallelamente, il distretto può contare su una delle più grandi concentrazioni finanziarie della Cina centrale e occidentale: 182 fondi con oltre 350 miliardi di yuan disponibili, dei quali 158,1 miliardi di yuan sono stati destinati direttamente a finanziamenti nel 2025.
A questi si aggiungono un fondo dedicato all’industria aerospaziale da 2 miliardi di yuan e un nuovo fondo CVC specificamente rivolto allo space computing.
Satelliti intelligenti e cluster AI in orbita: la nuova frontiera del calcolo
Il principio alla base dello space computing è semplice: portare nello spazio capacità di elaborazione, archiviazione e analisi tramite intelligenza artificiale, trasformando i satelliti da semplici strumenti di raccolta dati in veri e propri nodi di calcolo.
Le condizioni ambientali dello spazio offrono alcuni vantaggi significativi. Il vuoto quasi totale, le temperature estremamente basse e la disponibilità continua di energia solare consentono infatti di puntare a livelli di efficienza energetica molto elevati, con valori di PUE vicini al limite teorico di 1,0.
Un vantaggio importante rispetto ai data center terrestri, sempre più sottoposti a pressioni legate ai consumi energetici e ai costi di raffreddamento, soprattutto con la crescita della domanda di calcolo necessaria per l’AI generativa.
La costellazione sviluppata da un’azienda leader locale rappresenta il primo esempio di infrastruttura orbitale AI end-to-end, capace di collegare il calcolo nello spazio con applicazioni sulla Terra. Questa architettura potrebbe aprire la strada a nuovi servizi per imprese, istituzioni pubbliche e settori industriali.
Le sfide tecnologiche dello space computing e la strategia di Chengdu
Nonostante le grandi opportunità, lo sviluppo dello space computing presenta ostacoli tecnici rilevanti. I normali chip GPU utilizzati nei sistemi terrestri non sono progettati per affrontare l’esposizione ai raggi cosmici, che può accelerare il deterioramento dei componenti elettronici.
Per questo motivo l’industria sta lavorando su chip resistenti alle radiazioni e su nuove soluzioni come il calcolo fotonico, una tecnologia considerata promettente perché naturalmente più resistente agli ambienti spaziali e caratterizzata da consumi ridotti. Anche i sistemi energetici richiedono innovazione: i produttori di pannelli solari stanno sviluppando celle tandem perovskite-silicio pensate per sopportare gli estremi cicli termici presenti nello spazio.
Tra gli altri limiti restano gli elevati costi di lancio e la necessità di sviluppare reti di comunicazione laser tra satelliti. Chengdu sta cercando di affrontare questi problemi direttamente alla fonte, grazie alla presenza di una base per l’assemblaggio finale dei razzi e per la produzione dei motori.
La strategia locale si basa su tre pilastri: innovazione tecnologica, con consorzi dedicati ad architettura dei computer spaziali, comunicazioni satellitari e gestione termica; standardizzazione, attraverso un’alleanza che punta a proporre nuovi standard nazionali e internazionali entro il 2027; e capacità produttiva, grazie alle infrastrutture per il lancio.
Fonte: Pandaily