Contribuire alla nascita di un’ecosistema locale coinvolgendo anche le banche di sviluppo del territorio così da organizzare e fondare una specie di club di investitori internazionali.
Come sta facendo Nomadic Angel Club, il primo e unico Club di Business Angel in Mongolia, di cui Francesco Cracolici è stato eletto presidente, a soli 29 anni.
Nomadic Angel Club, la prima business angel italiana in Mongolia
Da quando aveva 19 anni, Francesco Cracolici, palermitano, ha girato il mondo impegnandosi nello sviluppo degli emerging market. Proprio durante la sua permanenza in Mongolia, alla ricerca di nuove possibilità d’investimento, si è reso conto che nel Paese mancava completamente un ecosistema per l’innovazione e le startup.
E questo in un paese dove la crescita economica si espanderà al 5,4% nel 2023 rispetto alla crescita del 4,8% nel 2022, prima di salire al 6,1% nel 2024. Parliamo di un paese che è anche il secondo produttore mondiale di rame e ha riserve significative di oro e uranio. Nonché una posizione strategica, tra la Cina e la Russia: un importante corridoio per il trasporto di merci e persone.
Per saperne di più: Startup innovative: cosa sono e come crearne una
Per questo Cracolici ha coinvolto nel club circa 150 investitori provenienti dalla Silicon Valley, come Zach Coelius, ma anche da altre parti del mondo. Proprio per individuare, investire e aiutare lo sviluppo di startup locali per far crescere un mercato dalle grandissime potenzialità.
In gestione ben 3 accelerator internazionali
Nonostante la giovane età, Francesco ha maturato una notevole esperienza nel venture dei mercati emergenti.
Il suo ultimo successo consiste nel sostenere il programma Star Venture di EBRD, che opera in 23 paesi e ha fornito assistenza a oltre 600 startup, aiutandole a trovare i mentori e gli investitori giusti per la crescita e la raccolta di fondi delle loro aziende. Nel complessivo la gestione tratta portafogli che vanno dall’Etiopia al Brasile e ha co-investito con figure di rilievo come Justin Mateen, fondatore di Tinder, e Peter Thiel di PayPal.
“I mercati emergenti rappresentano una grande opportunità per gli investitori perché sono un terreno fertile per la creazione di nuove startup che spesso ricalcano modelli occidentali giù validati e di cui si conoscono le potenzialità. Senza contare, che è proprio in queste aree che l’innovazione può fare la differenza migliorando la vita delle persone. Per questo motivo credo sia fondamentale e doveroso provare a fare qualcosa qui“, racconta Cracolici ad Adnkronos.