Startup innovative: cosa sono e come crearne una

Incubatori, business angel, crowdfunding, opportunità e vantaggi, quello che c’è da sapere per orientarsi nel mondo delle startup innovative

Arianna De Felice
startup

Tutto ha un inizio e, nell’ambito delle aziende innovative, quando ciò accade oggi si parla di startup. Prima che una nuova realtà imprenditoriale possa definire una startup però, vi sono dei requisiti specifici e alcuni passaggi burocratici ma, una volta partiti, i vantaggi sono numerosi.

Cosa si intende per startup

Il termine startup vuol dire letteralmente “partire”, mettersi in moto e, proprio per questo, rispecchia la fase di avvio di una nuova impresa. La denominazione startup ha cominciato a circolare dal 2012 quando è stato emanato il Decreto Crescita 2.0 che definiva le startup innovative, unite tra di loro da un unico comune denominatore: la scalabilità. Una startup innovativa, infatti, cerca soluzioni e strategie ripetibili che le consentano di crescere, potenzialmente, all’infinito.

La differenza tra startup e start-up

Cominciamo col definire una differenza fondamentale che, però, non tutti conoscono. Quella tra startup e start-up. Il primo termine fa riferimento all’impresa vera e propria. Il secondo – la cui dicitura corretta è start-up e non start up come spesso gli italiani tendono a scrivere – si riferisce all’avvio dell’impresa.

Chi può creare una startup innovativa e quali sono i requisiti

Tutti possono creare una startup innovativa, l’importante è che rispetti determinati requisiti fondamentali:

  • deve essere una nuova impresa o costituita da non oltre 10 anni;
  • deve avere residenza in Italia o in un altro Paese Europeo ma con sede produttiva o filiale in Italia;
  • il fatturato annuale deve essere inferiore a 5 milioni di euro;
  • non è quotata in un mercato regolamentato o in una piattaforma multilaterale di negoziazione;
  • non distribuisce utili;
  • ha come oggetto sociale esclusivo o prevalente lo sviluppo, la produzione e la commercializzazione di un prodotto o servizio ad alto valore tecnologico;
  • non è il risultato di una fusione, scissione o cessione di ramo d’azienda.

Come creare una startup

Se si ha l’idea giusta, innovativa, sostenibile e durabile e un buon team allora si hanno già le basi per istituire una startup. Una volta validata l’idea bisogna cominciare a pensare a un aspetto fondamentale che farà parte del corso intero della vita dell’impresa innovativa: i finanziamenti. Si può partire da capitali propri oppure fare crowdfunding, o puntare su business angel, venture capital, acceleratori, incubatori, presti bancari e bandi pubblici.

A questo punto arriva la parte legale e la scelta della formazione giuridica che, tendenzialmente, è la società di capitali. Nel momento della costituzione le startup sono esonerate dal pagamento spese come l’imposta di bollo, i diritti di segreteria per la registrazione al registro delle imprese e il diritto annuale alla Camera di Commercio.

Infine, è necessario realizzare un Prodotto Minimo Fattibile o MVP, farlo provare e testare a un target di consumatori, modificarlo secondo le necessità e cominciare a venderlo sul mercato. Solo una volta raggiunto il product Market Fit ci si potrà ritenere soddisfatti.

Startup innovative: vantaggi fiscali e non solo

Investire in startup ha numerosi vantaggi, una volta costituita si può usufruire di diversi incentivi sulle assunzioni, come i contratti a tempo determinato che sono rinnovabili fino a 36 mesi. Ma vi sono anche agevolazioni fiscali per chi investe in startup e la possibilità di appoggiarsi a un fondo di garanzia messo a disposizione dal governo che può coprire fino all’80% del credito erogato.

Cosa sono e cosa fanno gli incubatori

Gli incubatori, che possono essere pubblici o privati, sono delle organizzazioni che aiutano e accelerano la nascita di una startup. Gli incubatori pubblici generalmente aiutano le imprese innovative a favorirne la competitività sul mercato mentre i privati, tendenzialmente, danno un apporto economico.

Chi è il business angels

Figura strategica per la crescita di una startup, il business angels è un investitore che aiuta le startup promettenti offrendo loro capitale e conoscenze tecniche e strategiche. In Italia esiste anche una confederazione di business angels.

Gli unicorni

Si dice “unicorno” quando una startup raggiunge una valutazione di un miliardo di dollari. Il termine unicorno è scelto con voluto riferimento alla rarità dell’essere fantastico. Quando fu coniato da Aileen Lee, infatti, non erano tante le startup che raggiungevano questo livello. Oggi la situazione è cambiata e i numeri degli unicorni sono aumentati ma, nonostante questo, si continua a definirle così.

Le startup in Italia

Secondo il rapporto trimestrale del Ministero dello Sviluppo Economico, a luglio 2021, le startup innovative in Italia erano 13.582 con una crescita di circa 8,1% rispetto al trimestre precedente. Andando più nello specifico dell’analisi si nota che la Lombardia ospita oltre un quarto delle imprese innovative italiane, di cui una grossa fetta si trova a Milano. A seguire invece vi sono il Lazio, la Campania, l’Emilia Romagna e il Veneto. Infine, osservando i settori a cui appartengono, i più attivi sono quello della fornitura dei servizi alle imprese, il manifatturiero e il commercio.

Startup innovative esempi

Come abbiamo visto tante sono le imprese innovative in Italia e anche all’estero. Molte di loro, specie le più recenti, si stanno concentrando soprattutto sul tema della sostenibilità come Enzers, l’impresa innovativa di tre giovani torinesi che crea kit di pulizia eco-friendly, o 44.01 che trasforma la CO2 atmosferica in pietra. Ma ci sono anche le startup che scelgono di puntare tutto sull’intelligenza artificiale come Edugo la piattaforma di e-learning per imparare il cinese. Infine, per rimanere aggiornati sulle imprese innovative in crescita, ogni anno LinkedIn stila la sua classifica Top Startups analizzando aspetti come la forza lavoro, l’interesse mostrato verso l’azienda e la sua capacità di attrarre talenti.

Federico Morgantini Editore