Avvocato cita 6 casi falsi inventati da ChatGPT,  il giudice li definisce “senza precedenti”

L’avvocato Steven Schwartz del rinomato studio legale Levidow, Levidow & Oberman si è trovato nei guai dopo aver ammesso di aver utilizzato ChatGPT

Redazione
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L’avvocato Steven Schwartz del rinomato studio legale Levidow, Levidow & Oberman si è trovato nei guai dopo aver ammesso di aver utilizzato ChatGPT, il chatbot di intelligenza artificiale, per scrivere documenti legali che citavano sei casi inesistenti inventati dal suddetto strumento.

Curioso ed emblematico il caso riportato da Arstechnica secondo il quale Schwartz ha presentato un’istanza giurata il 24 maggio, dichiarando di “rimpiangere profondamente di aver utilizzato l’intelligenza artificiale generativa per integrare la ricerca legale svolta in questo caso e che non lo farà mai più in futuro senza una verifica assoluta della sua autenticità”. Le citazioni fasulle erano state precedentemente presentate presso il Tribunale del Distretto Sud di New York.

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L’avvocato ha ammesso di non aver verificato le fonti dopo aver utilizzato ChatGPT

Schwartz ha affermato che “l’uso dell’intelligenza artificiale generativa si è diffuso negli studi legali” e che aveva “consultato il sito web di intelligenza artificiale ChatGPT per integrare la ricerca legale svolta”. Ha inoltre ammesso di aver “fatto affidamento sulle opinioni legali fornitegli da una fonte che si è rivelata inaffidabile” e ha dichiarato che è sua responsabilità non aver verificato le fonti fornite da ChatGPT.

Il giudice federale Kevin Castel sta valutando le punizioni per Schwartz e i suoi colleghi. In un’ordinanza del 4 maggio, Castel ha definito la situazione “senza precedenti”, poiché i documenti presentati dall’avvocato del querelante contenevano citazioni a casi inesistenti. Sei dei casi citati sembravano essere decisioni giudiziarie fasulle con citazioni e riferimenti interni inventati. Le presentazioni includevano anche esempi tratti da queste decisioni fittizie. Ad esempio, la falsa decisione “Varghese v. China Southern Airlines” citava diversi precedenti inesistenti.

L’8 giugno si attendono le giustificazioni dello studio legale

Il giudice Castel ha programmato un’udienza per l’8 giugno, in cui Schwartz, l’avvocato Peter LoDuca e lo studio legale dovranno giustificare il motivo per cui non dovrebbero essere sanzionati. Schwartz ha ammesso la sua negligenza nel non considerare la possibilità che uno strumento di intelligenza artificiale come ChatGPT potesse fornire informazioni false, nonostante i numerosi casi di errori dei chatbot di intelligenza artificiale segnalati da giornalisti umani di organizzazioni di notizie affidabili. Il giudice ha sottolineato che cinque altre decisioni presentate dall’avvocato del querelante sembravano essere anch’esse fasulle.

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