L’amore ai tempi dell’AI: così cambiano le relazioni

Studio Ipsos per Gleeden: sempre più giovani si affidano all’intelligenza artificiale per flirtare, capire il partner e gestire crisi sentimentali

Redazione

Non serve più ingegnarsi nel dating: oggi ci pensa l’intelligenza artificiale (AI), visto che giovani Gen Z e Millennial sono sempre più inclini a chiedere supporto digitale per sedurre, interpretare messaggi e gestire relazioni sentimentali. A sostenerlo è un nuovo studio condotto da Ipsos per Gleeden, secondo cui il rapporto tra tecnologia e sentimenti è ormai sempre più stretto: il 75% degli under 40 utilizza l’AI per gestire le relazioni sentimentali.

Dalle prime conversazioni fino ai momenti di crisi, chatbot come ChatGPT stanno diventando veri e propri strumenti di supporto emotivo.

Dating assistito: l’AI come alleata nella seduzione

Il corteggiamento si è ormai spostato su social network e app di dating, rendendo più difficile distinguersi. In questo contesto, l’intelligenza artificiale si afferma come un supporto strategico.

Secondo il sondaggio, basato su un campione di 1.500 persone tra i 18 e i 60 anni, oltre 6 persone su 10 dichiarano di aver utilizzato l’AI per migliorare le proprie tecniche di seduzione.

Gli utilizzi sono molteplici: dalla scrittura di messaggi di corteggiamento all’analisi delle risposte ricevute, fino alla capacità di interpretare segnali ambigui o situazioni di ghosting durante il dating.

Il fenomeno è particolarmente diffuso tra i più giovani: Gen Z e Millennial ricorrono all’AI quasi quotidianamente (75%), mentre tra gli over 40 la percentuale scende al 38%, pur rimanendo significativa.

ChatGPT diventa punto di riferimento anche nella sfera sessuale

L’uso dell’intelligenza artificiale non si limita al flirt. Sempre più utenti si affidano a strumenti come ChatGPT anche per affrontare temi legati alla sessualità.

Sempre secondo la ricerca, 6 persone su 10 utilizzano l’AI per questioni intime. Nel dettaglio:

  • il 66% cerca informazioni di educazione sessuale;
  • il 60% affronta problemi legati alla sfera sessuale;
  • il 57% richiede consigli su fantasie sessuali.

Emergono anche differenze di genere: il 62% degli uomini si rivolge all’AI per consulenze medico-psicologiche, contro il 58% delle donne.

E così anche a livello generazionale: i Millennial risultano i più coinvolti (75%), seguiti da Gen Z (69%) e Generazione X (56%), mentre i Baby Boomer restano più distanti, con il 37%.

L’intelligenza artificiale entra nelle dinamiche di coppia

L’influenza dell’AI si estende anche alle relazioni consolidate. Non si tratta più solo di flirt, ma di una vera e propria consulenza di coppia digitale.

Secondo lo studio, il 65% degli intervistati afferma di essersi già rivolto a una chatbot per risolvere un problema di coppia, il 64% per affrontare un momento di crisi e il 60% per cercare di capire se il partner stesse tradendo.

Ancora una volta emergono differenze tra uomini e donne: il 40% degli uomini dichiara di aver chiesto più volte consigli all’AI nell’ultimo anno, contro il 35% delle donne.

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