Meta avvia una nuova fase della propria strategia commerciale con il lancio dei primi abbonamenti premium per Facebook, Instagram e WhatsApp, affiancati da test dedicati a Meta AI. Le novità, riportate da TechCrunch e Bloomberg, segnano un ampliamento del modello a pagamento già sperimentato nei mesi scorsi e puntano a rafforzare le entrate del gruppo dopo i forti investimenti nell’intelligenza artificiale.
Facebook Plus, il nuovo abbonamento per il social blu
Facebook Plus rappresenta uno dei pilastri della nuova offerta a pagamento di Meta. Il servizio, in arrivo a 3,99 dollari al mese, introduce una serie di funzionalità pensate per arricchire l’esperienza utente, soprattutto nell’interazione con le storie.
Tra le principali novità figurano la possibilità di estendere la durata delle storie fino a 48 ore, rispetto alle tradizionali 24, e strumenti di personalizzazione come la modifica dell’icona dell’app su smartphone. A questo si aggiungono funzionalità più avanzate come le Super Reactions animate, la ricerca dei visualizzatori delle storie per nome e le statistiche sui replay delle storie. È prevista anche una modalità di anteprima delle storie altrui senza comparire tra gli spettatori, anche se i creator vengono informati della funzione.
Instagram Plus e l’evoluzione dell’esperienza utente
Anche Instagram entra nel perimetro degli abbonamenti premium con Instagram Plus, proposto a 3,99 dollari al mese. Il pacchetto è pensato per gli utenti più attivi e introduce strumenti aggiuntivi legati alla gestione delle storie e alla visibilità dei contenuti.
Tra le funzioni principali si evidenziano la possibilità di mettere in evidenza una storia una volta a settimana e di estenderne la visibilità di ulteriori 24 ore. Gli utenti potranno inoltre visualizzare le storie in anteprima senza essere registrati tra gli spettatori, una funzione che si inserisce nella logica di maggiore controllo e flessibilità dell’esperienza social.
WhatsApp Plus e la monetizzazione della messaggistica
Il terzo tassello è WhatsApp Plus, che si posiziona a 2,99 dollari al mese, risultando leggermente più economico rispetto agli altri abbonamenti. L’obiettivo è introdurre funzionalità premium anche nel settore della messaggistica, finora meno toccato da modelli di monetizzazione diretta.
Tra le principali novità emergono la possibilità di pinnare fino a 20 chat aggiuntive e l’accesso a sticker premium dedicati. Meta precisa inoltre che questi abbonamenti non sostituiranno il servizio di verifica a pagamento già esistente, Meta Verified, ma andranno a integrarlo ampliando l’offerta complessiva.
Meta AI e i nuovi piani legati all’intelligenza artificiale
Parallelamente ai social, Meta sta testando nuovi abbonamenti dedicati a Meta AI. Le nuove formule includono Meta One Plus a 7,99 dollari al mese e Meta One Premium a 19,99 dollari al mese, pensate per aumentare le capacità di generazione di contenuti come immagini e video.
Il gruppo introduce così limiti più stringenti alla versione gratuita, in particolare per quanto riguarda la modalità “Thinking” e la generazione multimediale. Per creatori e aziende arrivano inoltre due piani aggiuntivi: Meta One Essential da 14,99 dollari, che include il badge verificato, e Meta One Advanced da 49,99 dollari, che offre maggiore visibilità nei risultati di ricerca su Instagram e Facebook e la possibilità per i creator di inserire link cliccabili nei post e nei reel. I test partiranno inizialmente in paesi come Singapore, Guatemala e Bolivia, per poi espandersi gradualmente.
Una strategia globale tra AI e nuovi modelli di ricavo
Il lancio degli abbonamenti Plus si inserisce in una tendenza più ampia che coinvolge l’intero settore tecnologico. Le grandi aziende stanno rivedendo i propri modelli di business per sostenere gli ingenti investimenti nell’intelligenza artificiale e diversificare le fonti di ricavo.
Meta si allinea a questa direzione, seguendo dinamiche già osservate in altri gruppi come Google, che ha modificato la propria offerta premium. L’obiettivo è costruire un ecosistema di servizi a pagamento capace di affiancarsi alla pubblicità, rafforzando la monetizzazione diretta degli utenti e la differenziazione tra livelli di esperienza.
Fonte: The Verge