Comet di Perplexity sta per sbarcare su Windows

Dopo il debutto su Mac, il browser AI di Perplexity sta per arrivare su Windows, puntando anche ad Android e iOS

morghy il robottino giornalista
Morghy, il robottino giornalista

Dopo l’esordio in esclusiva sui Mac con chip Apple Silicon, Comet, il browser basato sull’intelligenza artificiale sviluppato da Perplexity, muove i primi passi anche su Windows.

La novità è stata annunciata direttamente dal CEO Aravind Srinivas, che su X ha confermato l’invio dei primi inviti per testare la versione sperimentale della piattaforma sul sistema operativo di Microsoft. Una mossa strategica, considerando che finora Comet era rimasto confinato all’ecosistema Apple, ma che ora punta a un pubblico ben più ampio.

Comet di Perplexity: un browser AI con funzionalità fuori dal comune

L’arrivo su Windows è solo il primo passo di una tabella di marcia ambiziosa. Srinivas ha anticipato che la versione Android è sempre più vicina, mentre per gli utenti iOS ci saranno novità “molto presto”. Tuttavia, non esistono ancora tempistiche ufficiali su quando Comet diventerà disponibile liberamente per tutti, senza la necessità di un invito. Per ora, il rollout avviene con estrema cautela, segno di un approccio graduale e prudente da parte di Perplexity.

Comet non è un browser qualsiasi. La piattaforma si distingue per un’integrazione profonda con l’intelligenza artificiale, che permette di interagire tramite linguaggio naturale, ottenere assistenza proattiva nella gestione delle email e persino provare virtualmente capi di abbigliamento, caricando semplicemente una propria foto. Un insieme di funzionalità che ambisce chiaramente a competere con Copilot, l’assistente AI integrato nei prodotti Microsoft, a partire da Edge.

Questo pacchetto di strumenti rende Comet una proposta particolarmente interessante nel panorama dei browser intelligenti, offrendo un’interazione personalizzata e, almeno nelle intenzioni, capace di semplificare molte operazioni quotidiane. Tuttavia, la qualità dell’esperienza dipenderà dalla capacità di Perplexity di ottimizzare queste funzioni su tutti i dispositivi e sistemi operativi.

Tra innovazione e controversie: i nodi da sciogliere

Nonostante l’entusiasmo per le nuove funzionalità e l’espansione multipiattaforma, Perplexity deve anche far fronte a non poche polemiche. Ad aprile, l’azienda ha annunciato l’intenzione di monitorare in modo dettagliato l’attività browser degli utenti, con l’obiettivo di fornire pubblicità ultra-personalizzate. Una scelta che ha sollevato immediate preoccupazioni sul fronte della privacy, scatenando un acceso dibattito.

A complicare ulteriormente il quadro, pochi giorni fa è arrivata una diffida dalla BBC, che ha chiesto a Perplexity di interrompere l’utilizzo dei suoi crawler per accedere e indicizzare l’archivio di contenuti del servizio pubblico britannico. Due segnali che mostrano come, nonostante l’innovazione, l’azienda debba ancora trovare un equilibrio tra ambizione tecnologica e rispetto delle normative – e delle sensibilità – legate all’uso dei dati.

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