Da Mastodon a Post, le alternative a Twitter

Addio Twitter, il mondo del web trasloca sulle piattaforme di Mastodon e Post. Ecco cosa sta succedendo

Arianna De Felice
twitter

Da quando Twitter è stato acquistato da Elon Musk, il mondo del web si è diviso in due. Quelli che sono rimasti a guardare in attesa di capire cosa ne sarebbe stato del social media dell’uccellino blu e quelli che hanno chiuso i loro profili e si sono spostati altrove. E per altrove pare che si intendano soprattutto due nuove piattaforme: Mastodon e Post.

Addio Twitter

Fondato nel 2016, Mastodon è l’alternativa etica a Twitter, come si descrive la piattaforma stessa. Il nome non è certo nuovo dato che, durante l’ultima fuga da Twitter, avvenuta ad aprile quando Musk aveva fatto la sua offerta di acquisto, gli utenti avevano cominciato a popolarlo sempre più. Le differenze tra Mastodon e Twitter non sono molte se non che è interamente guidato dalla community stessa che controlla e segnala i post che violano le regole.

In questi giorni, tra i tanti nuovi profili aperti, secondo i dati si parla di circa 1,6 milioni di nuovi utenti, spuntano anche quelli di aziende importanti nel mondo della tecnologia come Google.

Non solo Mastodon ma anche Post ha attirato l’attenzione degli utenti fuggiti da Twitter. La piattaforma fondata da Noam Bardin, ex ceo di Waze, l’app per il traffico, si definisce, come riporta Ansa, “luogo civile per discutere le idee, imparare da esperti, giornalisti, singoli creatori, gli uni dagli altri, conversare liberamente”.
Nata solo lo scorso maggio, negli ultimi giorni è stata riempita di richieste di nuovi account ancora in lista d’attesa per potersi iscrivere.

Federico Morgantini Editore