L’Esercito degli Stati Uniti avvia una nuova fase nella tecnologia per il combattimento notturno scegliendo tre aziende per sviluppare i futuri visori binoculari BiNOD, destinati a sostituire il sistema monoculare AN/PVS-14, introdotto nel 2000.
La scelta del Pentagono e i contratti assegnati
La selezione riguarda tre realtà del settore difesa e ottica: Elbit Systems of America, L3Harris Technologies e Photonis Defense. Le aziende svilupperanno versioni diverse del nuovo sistema BiNOD nell’ambito di un programma che punta anche a mantenere più fornitori attivi.
Il progetto si inserisce nella strategia di modernizzazione dell’U.S. Army, che mira a sostituire un dispositivo diventato standard per oltre due decenni ma oggi considerato limitato rispetto alle esigenze operative contemporanee.
Dal PVS-14 al BiNOD: cosa cambia sul campo
Il passaggio dal monoculare AN/PVS-14 a un sistema binoculare segna un cambio significativo nella percezione visiva dei soldati. Il vecchio dispositivo offriva una visione “a tubo” che limitava la percezione della profondità.
Il nuovo BiNOD punta a superare questi limiti grazie a due canali visivi indipendenti, migliorando la capacità di muoversi in ambienti complessi e riducendo gli errori legati alla scarsa percezione spaziale. Un ulteriore cambiamento riguarda il passaggio dal tradizionale verde al fosforo bianco, pensato per ridurre l’affaticamento visivo durante missioni prolungate.
Le caratteristiche tecniche comuni
Tutti i sistemi BiNOD condividono specifiche tecniche avanzate. Tra queste, la struttura binoculare con tubi oculari regolabili e la compatibilità con gli elmetti militari standard, oltre all’adattamento alla distanza interpupillare e alle prescrizioni visive individuali.
I dispositivi sono progettati per resistere a condizioni ambientali estreme, operando tra -40 e 120 gradi Fahrenheit e garantendo impermeabilità fino a 66 piedi per due ore. Una funzione chiave è lo spegnimento automatico quando i tubi vengono sollevati sull’elmetto, riducendo consumo energetico e visibilità.
Le soluzioni di Elbit, L3Harris e Photonis
Elbit Systems of America ha sviluppato un sistema con ottiche migliorate e design modulare, pensato per futuri upgrade come integrazione termica e overlay ottici, riducendo anche lo stress su collo e occhi durante missioni lunghe.
L3Harris Technologies ha puntato sul sistema NOVA, progettato per facilitare la manutenzione sul campo: i tubi oculari possono essere rimossi rapidamente con poche viti. Utilizza tecnologia Gen 3 senza film ionico, aumentando la sensibilità in condizioni di oscurità estrema.
Photonis Defense ha invece introdotto il Vyper Pro, con materiali in fibra di carbonio per ridurre il peso e capacità spettrali avanzate. Il sistema rileva una gamma più ampia di segnali luminosi, inclusi laser IR e marker UV, e integra un sistema di autogating rapido per protezione da improvvisi bagliori tipici degli scenari urbani.
Verso operazioni notturne più efficaci
Il programma BiNOD rappresenta un’evoluzione nelle capacità di visione notturna, con particolare attenzione alla riduzione dell’affaticamento e all’aumento della consapevolezza situazionale. L’approccio binoculare e le soluzioni tecnologiche differenziate tra i fornitori mirano a rafforzare l’efficacia operativa dell’U.S. Army in scenari sempre più complessi.
Fonte: Interesting Engineering