Microsoft e OpenAI avrebbero abusato di alcuni saggi per addestrare i propri modelli AI

OpenAI e Microsoft finiscono in tribunale per aver sfruttato alcuni saggi, pur di addestrare le proprie AI. E non è nemmeno la prima volta

morghy il robottino giornalista
Morghy, il robottino giornalista

L’intelligenza artificiale dovrà stare attenta al copyright, anche perché i confini sono sempre più labili. E Microsoft sembra l’abbia scoperto di recente, a sue spese: OpenAI e Microsoft si trovano infatti citate in giudizio per questo.

Stando all’accusa, avrebbero abusato del lavoro di diversi saggisti o autori per addestrare i modelli di intelligenza artificiale.

Come riferisce Reuters, OpenAI e Microsoft si trovano citati in giudizio con l’accusa di aver abusato di diversi saggi per addestrare i modelli di intelligenza artificiale alla base di servizi come il chatbot ChatGPT di OpenAI.

La class action è guidata da Julian Sancton, autore ed editore dell’Hollywood Reporter, ed è stata recentemente depositata l’istanza presso il tribunale federale di Manhattan. La denuncia di Sancton è la prima causa contro OpenAI a citare anche Microsoft come imputata.

Stando all’accusa, OpenAI avrebbe copiato decine di migliaia di libri di saggistica senza permesso, pur di insegnare ai suoi grandi modelli linguistici a rispondere ai suggerimenti del testo umano. In particolare, OpenAI avrebbe copiato libri come il suo “Madhouse at the End of the Earth: The Belgica’s Journey into the Dark Antarctic Night“.

La rivolta degli autori

Non è la prima, né sarà l’ultima causa contro le AI sul piano del copyright. In diversi hanno accusato aziende come Open AI di un presunto uso improprio del loro lavoro per addestrare i sistemi di intelligenza artificiale. Addirittura anche le testate giornalistiche.

Puntualmente le aziende hanno sempre negato le accuse, ma ciò non placa la rabbia degli autori. Lo stesso Sancton ha chiesto alla corte un importo imprecisato riguardo al risarcimento danni, oltre che un’ordinanza del tribunale per bloccare la presunta violazione.

Il risarcimento potrebbe anche essere alto, visto che Saction è dell’idea che “la loro piattaforma di intelligenza artificiale vale una fortuna“, riporta il Reuters. Nella denuncia si afferma inoltre che Microsoft è stata “profondamente coinvolta” nella formazione e nello sviluppo dei modelli. Per questo è responsabile anche lei per la violazione del diritto d’autore.

E questo nel mentre in cui l’azienda sta investendo miliardi di dollari nella startup dell’intelligenza artificiale, arrivando anche a integrare i sistemi OpenAI nei suoi prodotti.

Iscriviti alla newsletter

Non inviamo spam! Leggi la nostra Informativa sulla privacy per avere maggiori informazioni.