Anche se è meglio parlare di test, quello che sta facendo Google di recente su Android, Chrome e Ricerca sembrano delle modifiche abbastanza strutturali. Modifiche a cui non poteva comunque opporsi visto che derivano dal Digital Markets Act (DMA) dell’UE, che ha designato Google come “gatekeeper”.
Vediamo però quali sono, e cosa comporterà all’utente una volta che verranno inserite a sistema su Chrome, Android e Ricerca Google.
Google, tutte le modifiche in arrivo su Android Chrome e Ricerca
Come riporta The Verge, Google sta attualmente effettuando dei veri e propri test su diverse delle sue piattaforme chiave, tra cui la Ricerca, il browser Chrome e il sistema operativo Android. Tutto in previsione dell’entrata in vigore delle nuove rigorose norme antitrust dell’Unione Europea previste per marzo.
Andando a vedere nel dettaglio le modifiche, per quanto riguarda Android, Google sta implementando una nuova schermata di selezione del browser durante la configurazione iniziale del dispositivo, simile a quella già introdotta nel 2018.
Mentre per il browser Chrome presenterà una schermata simile per i motori di ricerca, offrendo agli utenti alternative alla Ricerca Google. Entrambe queste schermate saranno visibili sui dispositivi acquistati nello Spazio economico europeo dopo il 6 marzo.
Si aggiunge inoltre la decisione di Google di rimuovere il widget Google Voli, che fornisce informazioni sugli orari e prezzi dei voli. Ciò è in linea con i precedenti scontri con le autorità regolatorie dell’UE. A titolo d’esempio, nel 2017 le autorità hanno multato Google per 2,42 miliardi di euro per l’utilizzo della posizione dominante nel motore di ricerca per favorire il proprio servizio di confronto prezzi.
Allo stesso tempo, Google sta esplorando comunque delle modifiche nel modo in cui presenta i risultati di ricerca relativi agli acquisti in Europa. L’obiettivo è dare priorità ai collegamenti ai siti di confronto prezzi piuttosto che alle singole attività commerciali o prodotti.
Il DMA diventa sempre più pressante
Queste modifiche sembrano mirare a conformarsi alle regole del DMA sull’autopreferenza, vietando ai gatekeeper di favorire i propri servizi rispetto a quelli dei concorrenti di terze parti. Ricordiamo che il Digital Market Act include anche regole per garantire l’interoperabilità dei servizi e la possibilità per i consumatori di rimuovere il software preinstallato.
Oltre a queste modifiche, Google intende consentire agli utenti europei di limitare la condivisione di dati tra i suoi vari servizi come YouTube, Chrome e Google Play. Queste modifiche erano già state anticipate in una pagina di supporto pubblicata la settimana precedente. Infine, riferisce sempre The Verge, Google sta modificando il servizio “Google Takeout” per adeguarsi alle regole sulla portabilità dei dati del DMA, nonostante offra già agli utenti la possibilità di scaricare i propri dati.
Va notato che Google non è l’unica azienda tecnologica impattata dal DMA, essendo uno dei sei gatekeeper designati insieme ad Amazon, Apple, ByteDance, Meta e Microsoft. Alcune di queste aziende, inclusi Apple, Meta e TikTok, hanno manifestato opposizione alle loro designazioni nel tentativo di attenuare l’impatto delle regole. Alcuni esempi sono piattaforme come l’App Store e servizi di messaggistica come Messenger e iMessage.
Nonostante l’impegno a rispettare le regole del DMA, il post sul blog di Google sottolinea che l’azienda non è completamente soddisfatta del regolamento. Cita dei”difficili compromessi” e la preoccupazione che alcune regole possano limitare le scelte disponibili per le persone e le imprese in Europa.