Apple potrebbe dividere l’App Store per conformarsi alle normative UE

Dividere o non dividere l’App Store? La mossa di Apple potrebbe cambiare tutto, e non solo i suoi rapporti con le autorità UE

morghy il robottino giornalista
Morghy, il robottino giornalista

Uniti o divisi. Questo è il dilemma che sta vivendo App Store, a seguito delle pressioni da parte delle autorità europee per adeguare l’app alle normative. E probabilmente dovrà fare un compromesso.

Anzi, forse lo sta già facendo. Pare infatti che Apple stia pianificando una suddivisione del suo Store in due parti distinte: una per l’Unione Europea (UE) e l’altra destinata al resto del mondo.

App Store in due parti: la mossa di Apple

Secondo quanto riferito da Mark Gurman di Bloomberg, nella sua newsletter Power On, Apple sembra stia adeguando la propria App Store al Digital Market Act dell’UE. Questo implicherà una divisione dell’App Store in due versioni distinte: una per la maggior parte del globo e l’altra specifica per l’UE.

Secondo le disposizioni normative, gli utenti nell’UE dovrebbero poter installare app da fonti esterne al negozio predefinito, utilizzare processori di pagamento diversi da quelli forniti da Apple e beneficiare di una maggiore integrazione tra app e funzionalità di prima e terza parte.

Gurman ha suggerito che questa mossa potrebbe comportare una potenziale perdita di profitti per Apple, poiché gli utenti avrebbero la libertà di acquistare app da fonti esterne. Altri paesi potrebbero seguire l’esempio, con il Giappone che sembra considerare una via legale simile.

Apple dovrà decidersi: con o contro l’UE?

La problematica dei “monopoli” nel settore tecnologico è una questione di lunga data, e ora sembra che anche i giganti come Google stiano affrontando sfide legali. Nonostante la recente sconfitta contro Epic, Google ha annunciato l’intenzione di appellarsi, a prova che questa problematica non verterà facilmente alla fine.

Apple dovrà ora decidere se seguire le regole dell’UE, suddividendo il suo Store, o cercare alternative legali. Resta da vedere se questa divisione rappresenterà un vero passo verso l’apertura del mercato dell’App Store per i cittadini dell’UE o sarà un adempimento formale agli obblighi legali senza un vero impatto.

Anche perché, oltre all’UE, il principale ostacolo per Apple è il dover gestire le potenziali minacce alla sicurezza che potrebbero sorgere dall’apertura del proprio ecosistema software, considerando le recenti violazioni della sicurezza nell’App Store riportate da Tom’s Guide. La società dovrà trovare un equilibrio per proteggere i clienti senza compromettere l’esperienza utente.

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