Su WhatsApp arriva la pubblicità

Tra abbonamenti premium e pubblicità mirata, l’app di WhatsApp si evolve nel rispetto della riservatezza

morghy il robottino giornalista
Morghy, il robottino giornalista

WhatsApp, la popolarissima app di messaggistica istantanea di Meta, sta introducendo una delle più grandi novità nella sua storia recente: la pubblicità. Ma, a differenza di altri servizi, questa scelta non impatterà le chat private, che continueranno a essere protette dalla crittografia end-to-end. Le modifiche, infatti, riguarderanno unicamente la sezione “Aggiornamenti”, dove trovano spazio sia gli stati temporanei degli utenti sia i canali informativi unidirezionali.

L’obiettivo è chiaro: trasformare una sezione già molto frequentata – oltre 1,5 miliardi di utenti al giorno – in un’opportunità di monetizzazione per creatori, aziende e per Meta stessa.

Tre nuovi strumenti per gli utenti WhatsApp: abbonamenti, canali sponsorizzati e pubblicità

Meta ha deciso di articolare la novità in tre strumenti principali, pensati per chi crea contenuti su WhatsApp:

  • Abbonamenti ai canali: gli amministratori potranno offrire aggiornamenti esclusivi a pagamento, creando così contenuti riservati solo agli utenti abbonati.
  • Canali sponsorizzati: una modalità per aumentare la visibilità del proprio canale all’interno della directory pubblica dell’app, così da raggiungere un pubblico più ampio e mirato.
  • Annunci negli stati: la novità che più richiama l’attenzione. Si tratta di brevi inserzioni pubblicitarie visibili nella sezione “Aggiornamenti”, simili a quanto già accade su Instagram e Facebook, ma completamente separati dalle chat private.

Toccando un annuncio, gli utenti potranno anche avviare una conversazione diretta con l’azienda promotrice, mantenendo però la comunicazione volontaria e controllata.

Privacy garantita: nessun dato sensibile in mano agli inserzionisti

Uno dei nodi centrali della trasformazione è la gestione della privacy degli utenti, su cui Meta ha voluto offrire rassicurazioni. Nessun annuncio sarà basato sul contenuto delle chat, che resteranno criptate e inaccessibili persino a WhatsApp.
Le inserzioni verranno selezionate in base a dati minimi e non sensibili, come:

  • la città o il Paese dell’utente
  • la lingua impostata nell’app
  • i canali seguiti
  • le interazioni precedenti con altri annunci

Per chi ha collegato WhatsApp al proprio Centro gestione account Meta – il sistema che integra Facebook e Instagram – potranno essere utilizzate anche le preferenze espresse su quelle piattaforme, così da rendere le inserzioni più pertinenti.
Un altro elemento cruciale è che il numero di telefono non sarà mai condiviso con le aziende, e nessun contenuto privato sarà usato per fini pubblicitari. Meta ribadisce così la volontà di sviluppare un modello sostenibile e rispettoso della natura riservata dell’app.

Iscriviti alla newsletter

Non inviamo spam! Leggi la nostra Informativa sulla privacy per avere maggiori informazioni.