Xgimi presenta MemoMind One: focus su privacy e intelligenza artificiale

Gli occhiali smart MemoMind One di Xgimi offrono display privato, AI e più privacy, ma dipendono ancora dall’app

Redazione
Ragazzo indossa occhiali intelligenti MemoMind One di Xgimi con display verde

Immagine copertina generata con l’intelligenza artificiale

Gli smart glasses MemoMind One sono la nuova scommessa di Xgimi nel settore dei dispositivi indossabili. Presentati per la prima volta al CES 2026, arrivano sul mercato attraverso una campagna Kickstarter con un approccio particolare: niente fotocamere, un display visibile soltanto a chi li indossa e una serie di funzioni basate sull’intelligenza artificiale. L’obiettivo è offrire un accessorio discreto, capace di mostrare informazioni davanti agli occhi senza trasformarsi in un dispositivo appariscente.

Un display privato che fluttua davanti agli occhi

Il cuore dei MemoMind One è rappresentato da una coppia di micro-proiettori LED abbinati a prismi trasparenti a guida d’onda, integrati nelle lenti. Il risultato è un piccolo display di colore verde brillante che può essere visto esclusivamente dall’utente. Rispetto ai Meta Ray-Ban Display, che utilizzano uno schermo a colori, la soluzione di Xgimi è più essenziale, ma mantiene un effetto particolarmente futuristico.

Il display può essere regolato per distanza, posizione e luminosità. Il verde acceso funziona bene soprattutto negli ambienti chiusi, mentre la leggibilità peggiora all’aperto sotto il sole, rendendo necessario uno sfondo sufficientemente scuro per creare contrasto.

Gli occhiali pesano circa 47 grammi e, nonostante siano più pesanti dei normali occhiali da lettura, risultano abbastanza confortevoli. Le astine sono però più spesse perché contengono batterie, altoparlanti Harman Kardon e altri componenti elettronici. L’autonomia dichiarata arriva fino a 16 ore.

Notifiche, informazioni e assistente AI

Una delle funzioni più interessanti è la schermata principale, richiamabile alzando la testa o premendo il pulsante presente vicino alla cerniera destra. Mostra ora, data, batteria e meteo, affiancandoli a informazioni personalizzabili.

Attraverso l’app è possibile configurare fino a quattro sezioni, scegliendo tra notizie da fonti predefinite, titoli finanziari, appuntamenti del calendario, attività da completare e notifiche. Gli avvisi dello smartphone vengono mostrati in forma sintetica, ma non è possibile leggere il messaggio completo né rispondere direttamente dagli occhiali.

Il dispositivo integra inoltre un assistente AI attivabile con una pressione prolungata del pulsante o pronunciando “hi, Memo”. Le risposte vengono visualizzate sul display e possono anche essere riprodotte vocalmente. Durante il test, le risposte arrivavano generalmente dopo quattro o cinque secondi, risultando una delle funzioni più convincenti dell’esperienza.

Teleprompter, trascrizioni e traduzione

I MemoMind One provano ad andare oltre le semplici notifiche con una sezione Quick Launch, personalizzabile con tre strumenti. Tra questi ci sono un teleprompter, capace di scorrere un testo seguendo il ritmo della voce, le didascalie generate in tempo reale e un registratore vocale con trascrizione quasi immediata. L’app può inoltre utilizzare l’intelligenza artificiale per creare sintesi delle registrazioni.

Interessante anche la funzione di traduzione. Al momento è disponibile la modalità Listen-in, che mostra sul display la trascrizione tradotta di ciò che viene ascoltato. La velocità e l’accuratezza sono buone quando il microfono riesce a captare chiaramente la voce, ma rumori ambientali e distanza possono compromettere il risultato. Inoltre, bisogna selezionare manualmente nell’app le lingue coinvolte: il sistema non le riconosce automaticamente.

Mapping e privacy mostrano ancora qualche limite

Anche la navigazione sfrutta il display degli occhiali per mostrare indicazioni stradali, ma la funzione è ancora limitata a spostamenti a piedi e in bicicletta. Per impostare la destinazione bisogna utilizzare lo smartphone, mentre non è possibile chiedere direttamente all’assistente AI di calcolare un percorso.

Il tema della privacy rimane invece centrale. Xgimi punta molto sull’assenza della fotocamera, rendendo i MemoMind One più discreti rispetto ad altri smart glasses. C’è però un’eccezione significativa: la funzione opzionale Moments può registrare continuamente ciò che accade intorno all’utente attraverso l’audio per generare un diario automatico. Nel test, i risultati sono apparsi frequentemente imprecisi, con dettagli confusi o attribuiti erroneamente.

Prezzo e disponibilità dei nuovi smart glasses

La campagna Kickstarter dei MemoMind One propone un prezzo iniziale di 399 dollari, contro un listino previsto di 599 dollari. La versione con lenti graduate arriva invece a 879 dollari, mentre alcune personalizzazioni estetiche fanno salire ulteriormente il prezzo.

Il problema principale resta l’esperienza software ancora in fase beta e la forte dipendenza dall’applicazione mobile. Diverse funzioni richiedono infatti di tirare fuori lo smartphone, riducendo il vantaggio di avere un display sempre davanti agli occhi. Il progetto mostra comunque un’interessante direzione per gli smart glasses, soprattutto grazie al design discreto e all’assenza della fotocamera, ma serviranno software e funzionalità più mature per giustificare un investimento che può arrivare a diverse centinaia di dollari.

Fonte: The Verge

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