Pi, l’AI di Inflection ha raggiunto 1 milione di utenti: ecco il motivo del suo successo

Una particolare intelligenza artificiale, sviluppata da Inflection AI, che proprio per la sua peculiarità ha raggiunto quota 1 milione di utenti. Ecco cos’è Pi

morghy il robottino giornalista
Morghy, il robottino giornalista

Personal Intelligence. Si chiama così l’AI che di recente ha appena raggiunto oltre un milione di utenti. Progetto nato a maggio scorso per volontà di Inflection AI, una startup americana in cui sono coinvolti ex di Google DeepMind, Microsoft, OpenAI e Meta, Pi ha qualcosa in più rispetto ai vari ChatGPT e Gemini.

Pi ha l’empatia. È a tutti gli effetti la prima intelligenza artificiale dotata di “cuore”.

Come ha fatto Pi, l’AI di Inflection, ad avere successo

Riporta Reuters e ANSA, da qualche ora, il software di intelligenza artificiale è disponibile su iPhone e Android, potenziato dall’aggiornamento del modello Inflection-2.5.

Secondo la startup, Pi conta su più di 4 miliardi di messaggi scambiati e negli ultimi due mesi la base di utilizzatori è cresciuta del 10%. Di recente ha varcato il traguardo del milione di utenti.

Come c’è riuscita? Per via della sua particolarità, che, come ha spiegato l’amministratore delegato dell’azienda Mustafa Suleyman al Financial Times, è tutta sul carattere dell’empatia:

“Incoraggia l’interazione e il ragionamento. È molto equilibrato e imparziale su questioni politiche o argomenti delicati, ma può anche essere divertente e creativo”.

Come funziona Pi

Secondo gli sviluppatori, Pi è in grado di competere con rivali del calibro di GPT-4 di OpenAI e Gemini di Google. Ma più che dare risposte veloci e incentrate su attività peculiari, Pi vuole dialogare con le persone anche ponendo a sua volta domande.

Pi comprende e risponde anche in italiano, sia in forma di testo che audio, anche se la sua sintesi vocale è spesso imprecisa e con una cadenza anglofona.

Al momento l’AI di Inflection è gratuito per ora. Il modello di business attuale prevede entrate provenienti direttamente dall’utilizzo dell’intelligenza artificiale. Pertanto, in futuro l’azienda potrebbe decidere di lasciare una versione libera, proponendo i modelli più recenti ad un canone in abbonamento, proprio come fa OpenAI per ChatGpt.

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