Riassumere pagine web con un gesto: la novità AI di Firefox

Scuoti lo smartphone e lascia che l’AI generi un riassunto: ecco l’ultima innovazione di Firefox per gli utenti

Redazione

La navigazione web sta diventando sempre più intelligente grazie all’integrazione dell’intelligenza artificiale nei browser. Firefox si prepara a sorprendere gli utenti con una novità che promette di semplificare la lettura dei contenuti più lunghi direttamente dal proprio smartphone: “shake to summarize”, scuoti per riassumere.

Una nuova funzione “shake to summarize” per Firefox iOS

Firefox ha annunciato la sua ultima funzionalità pensata per chi vuole ottenere rapidamente un riassunto dei testi online. Il concetto è semplice e intuitivo: scuotendo lo smartphone si ottiene automaticamente un riassunto della pagina aperta, generato dall’AI.

Al momento, la feature è un’esclusiva per i dispositivi iOS, in particolare per gli iPhone 15 Pro e modelli successivi, che sfruttano l’AI integrata di Apple. Gli smartphone più datati o privi di questa tecnologia potranno comunque usufruire dei riassunti grazie all’AI basata su cloud di Mozilla. Il roll-out è previsto già per questa settimana, ma inizialmente la funzione sarà disponibile solo negli Stati Uniti e solo in lingua inglese.

Mozilla ha comunque promesso che “shake to summarize” non resterà un’esclusiva iOS né ristretta agli USA. In futuro, la compagnia intende estendere la disponibilità della funzione anche ai dispositivi Android, ampliando il numero di lingue e paesi supportati.

Mozilla ha pensato anche a chi preferisce metodi più tradizionali: oltre a scuotere il telefono, sarà possibile ottenere un riassunto toccando l’icona del fulmine nella barra degli indirizzi o accedendo al menu con i tre puntini e selezionando “Riassumi pagina”. Per evitare attivazioni accidentali, la funzione potrà essere disattivata in qualsiasi momento.

La funzione ha un limite: può essere applicata solo a pagine con meno di 5.000 parole, probabilmente per non sovraccaricare l’AI. Sebbene questo rappresenti una soglia significativa, è chiaro che per testi più lunghi – come inchieste giornalistiche o articoli di approfondimento che superano facilmente le 10.000 parole – il supporto automatico dell’AI sarebbe particolarmente utile.

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