Fin troppo spesso i contenuti inappropriati o non in linea con i brand girano sui social media, provocando confusione e sfiducia nell’utente, tanto da fargli abbandonare l’idea di acquisto. A dirlo è anche una recente indagine di Integral Ad Science “Brand safety nei social media. Analisi della percezione dei consumatori sui contenuti online delle piattaforme social”.
I contenuti inappropriati rovinano la brand identity delle aziende
In Italia il 99% degli utenti utilizza i social media: di questi l’86% ci trascorre oltre due ore al giorno e il 96% ha interagito con un annuncio pubblicitario nell’ultimo anno.
Proprio per il tanto tempo trascorso sui social media gli utenti stanno cominciando a lamentare sempre più la presenza di fake news, contenuti inappropriati e non solo sulle pagine di utenti e aziende.
Il 77% degli intervistati infatti riferisce un aumento di contenuti non sicuri nei propri feed, con in testa alla classifica disinformazione (32%) e contenuti per adulti (31%). A questi si aggiungono anche contenuti con linguaggi offensivi, violenza e deepfake.
Proprio a causa di questo elevato numero di contenuti gli inserzionisti devono gestire con attenzione il posizionamento della loro pubblicità sulle piattaforme social.
Dall’indagine infatti emerge che il 25% dei consumatori esprime sfiducia nei confronti degli annunci pubblicitari presenti nel proprio feed, così come nei confronti dei contenuti, a causa della crescente diffusione di fake news e disinformazione. Per il 27% inoltre è improbabile effettuare un acquisto di prodotti o servizi pubblicizzati in vicinanza di contenuti inappropriati. Infine un utente su quattro si dice sfavorevole ai marchi i cui annunci appaiono accanto a post non in linea con la loro immagine.
Per saperne di più: Social media: cosa sono e come utilizzarli per il marketing
La vendita tramite le piattaforme social però non sta andando verso un lento declino, basta solo avere alcune accortezze quali: posizionare i propri annunci accanto a contenuti che rispecchiano l’immagine del marchio; mentre il 46% degli intervistati è più propenso a comprare un prodotto o servizio se il messaggio pubblicitario è correlato ai contenuti visualizzati.