Non va proprio per niente bene tra Epic Games e Google. È dall’estate del 2020 che le due società si affrontano in tribunale, ma a ogni incontro la situazione non fa altro che degenerare. Al punto che lo stesso CEO di Epic Games, Tim Sweeney, ha accusato Google di avere un controllo de facto sulle app Android.
Il risultato di questo processo potrebbe avere ampie implicazioni. Se Epic dovesse vincere, Google potrebbe essere costretta a consentire ad altre aziende di offrire sistemi di pagamento concorrenti sul Play Store.
L’accusa di Epic Games a Google sulle app Android
Come riferisce il New York Times, il CEO di Epic Games stavolta è andato giù pesante su Google: “Voglio che tutti vedano e comprendano che Google esercita un controllo di fatto sulla disponibilità delle app su Android.”.
In pratica l’accusa di comportamento monopolistico nei confronti di tutti i servizi e app disponibili su Android. Un’accusa molto grave, non a caso il loro processo è tra i più importanti nella storia dell’informatica.
Ma facciamo un breve riassunto. La lotta tra le società è iniziata nell’estate del 2020 quando Epic Games, la società dietro il popolare videogioco Fortnite, voleva che Google smettesse di addebitare agli sviluppatori di app una commissione del 30% per gli acquisti effettuati sul suo Play Store su dispositivi Android.
Quando Google si è rifiutata, Epic ha installato il proprio sistema di pagamento nell’app Fortnite su Android, addebitando ai consumatori un prezzo inferiore. Da qui, Google ha risposto rimuovendo Fortnite dal suo Play Store il 13 agosto 2020.
Lo stesso giorno, Sweeney ha citato in giudizio Google, accusando il colosso della tecnologia di affermare il controllo monopolistico sugli sviluppatori di giochi mobili sul suo Play Store.
Chi vincerà il processo?
Troppo presto per dire se il processo andrà a favore di Google o di Epic Games. È certo però che Google non uscirà indenne da questo tour de force giudiziario.
Nella sua testimonianza, il signor Sweeney ha insistito sul fatto che il suo obiettivo era distribuire i giochi a più utenti, piuttosto che chiedere danni monetari, e che il compenso di Google ha impedito a Epic di espandere la propria attività.
Se nel 2021, un giudice federale ha respinto la maggior parte delle argomentazioni di Epic, oggi a decidere il destino delle due aziende sarà una giuria composta da nove persone.
A settembre, Google ha raggiunto un accordo con decine di procuratori generali dello stato che hanno citato in giudizio la società per motivi simili. Senza contare il fatto che da tempo Google aveva dei presunti accordi con società come Spotify, Samsung e Apple.
Nel frattempo, Google continua la sua difesa, mentre Epic Games, riporta il NYT, sembra stia perdendo denaro, nonostante gli accordi di commissione con aziende come Nintendo, Sony e Microsoft.