Immagine copertina generata con l’intelligenza artificiale
La Cina accelera sul calcolo direttamente in orbita con Xingshu, o “Star Hub”, una rete satellitare progettata per elaborare i dati nello spazio attraverso l’intelligenza artificiale, prima di trasmettere sulla Terra soltanto i risultati. Il progetto, che dovrebbe arrivare a circa 1.000 satelliti, punta a offrire capacità di calcolo on-demand a governi, ricercatori e imprese.
Xingshu, una rete di calcolo direttamente in orbita
Il network Xingshu è sviluppato congiuntamente dall’Università Fudan e da Shanghai Xingshu Tiansuan Space Technology Co. Secondo Chi Nan, professore di comunicazioni ottiche presso Fudan, la costellazione arriverà progressivamente a comprendere circa un migliaio di satelliti.
L’idea alla base del progetto è spostare una parte dell’elaborazione dalla Terra allo spazio, intervenendo direttamente sui dati nel luogo in cui vengono raccolti. In questo modo, le informazioni satellitari potranno essere analizzate prima di essere inviate alle infrastrutture terrestri.
Xingshu offrirà inoltre servizi di calcolo a richiesta e basati sul tempo di utilizzo. Governi, istituti di ricerca e aziende potranno quindi affittare capacità computazionale in orbita per le proprie necessità, pagando in funzione dell’utilizzo. Tra i potenziali settori interessati figurano energia, trasporti marittimi e finanza.
L’intelligenza artificiale per analizzare i dati nello spazio
Uno degli elementi centrali del progetto è l’integrazione tra osservazione satellitare e intelligenza artificiale. L’obiettivo non è soltanto raccogliere informazioni, ma elaborarle direttamente in orbita per trasformarle rapidamente in risultati utilizzabili.
Le applicazioni indicate comprendono le previsioni meteorologiche, gli avvisi relativi a possibili disastri, il monitoraggio di porti e traffico marittimo e le ispezioni delle reti elettriche. La tecnologia potrebbe inoltre essere utilizzata per attività di telerilevamento e fornire supporto a soccorritori, agenzie meteorologiche e autorità responsabili delle risorse naturali.
Il principio è quindi quello di portare la capacità di analisi più vicino alla fonte del dato. Invece di trasferire sulla Terra grandi quantità di informazioni grezze, il sistema può elaborarle nello spazio e inviare successivamente i risultati ottenuti.
La Cina amplia il proprio ecosistema di calcolo orbitale
Xingshu non rappresenta un’iniziativa isolata. Il progetto si inserisce in una serie di programmi cinesi dedicati al calcolo spaziale, a conferma dell’interesse crescente di Pechino verso infrastrutture informatiche collocate direttamente in orbita.
Tra i precedenti figura la costellazione Tiansuan, guidata dalla Beijing University of Posts and Telecommunications, che prevede 300 satelliti e che finora ne ha lanciati otto. Un altro progetto è la Three-Body Computing Constellation, sostenuta dallo Zhejiang Lab, anch’essa progettata per arrivare a circa 1.000 satelliti. La costellazione ha messo in orbita i suoi primi dodici satelliti lo scorso anno.
L’avanzata di queste iniziative mostra come il calcolo orbitale stia assumendo un ruolo sempre più rilevante nella strategia tecnologica cinese. La capacità di processare i dati prima del loro ritorno sulla Terra diventa così parte integrante dello sviluppo delle nuove reti satellitari.
Dallo spazio ai servizi per governi e imprese
Il modello immaginato per Xingshu amplia anche la platea dei potenziali utilizzatori. La possibilità di accedere a capacità di calcolo on-demand consente infatti di trasformare la costellazione in una vera infrastruttura di servizi, destinata non soltanto alla ricerca spaziale.
Energia, navigazione, finanza e attività legate al monitoraggio del territorio potrebbero beneficiare di una piattaforma capace di combinare dati satellitari e intelligenza artificiale. L’elaborazione in orbita punta soprattutto a rendere più efficiente il percorso che porta dalla raccolta dell’informazione alla sua utilizzazione.
La strategia cinese si muove dunque verso un modello nel quale i satelliti non sono più soltanto strumenti per raccogliere e trasmettere dati, ma diventano nodi di una rete computazionale distribuita nello spazio. Xingshu rappresenta uno degli esempi più recenti di questa trasformazione.
Fonte: SCMP