Al CES 2026 di Las Vegas, la startup di Singapore Strutt ha svelato l’EV1, un innovativo dispositivo personale a propulsione elettrica progettato per supportare la mobilità quotidiana. Dotato di sensori lidar, telecamere e calcolo onboard, l’EV1 non solo permette agli utenti di spostarsi autonomamente, ma interviene per prevenire collisioni, sia negli ambienti interni sia in quelli esterni. L’obiettivo, come sottolinea il cofondatore Tony Hong, è rispondere alle esigenze di chi ha energia limitata, difficoltà di equilibrio o resistenza ridotta, offrendo una soluzione più avanzata rispetto alle tradizionali sedie a rotelle.
Tecnologia di nuova generazione per la mobilità personale
Secondo quanto riportato da IEEE Spectrum, ciò che distingue l’EV1 dai dispositivi motorizzati classici è il concetto di “shared control”: l’utente imposta direzione e velocità, mentre il veicolo interviene automaticamente quando rileva movimenti non sicuri. Il sistema integra due unità lidar, due telecamere, dieci sensori time-of-flight e sei sensori ultrasonici. Tutti i dati vengono elaborati internamente, permettendo al veicolo di rilevare ostacoli e pianificare percorsi con precisione di pochi centimetri. Hong evidenzia che la precisione è cruciale: anche piccoli urti contro stipiti o mobili possono diventare rischiosi senza un sistema accurato.
Il touchscreen consente di selezionare la destinazione all’interno di un ambiente mappato, con calcolo automatico di un percorso sicuro a velocità ridotta, circa 5 km/h. L’utente può comunque modificare la traiettoria tramite joystick, mentre i comandi vocali permettono di impostare spostamenti come “Vai al frigorifero”, con il veicolo che segue la rotta evitando ostacoli e sfruttando la navigazione autonoma. La visualizzazione dei dati lidar e il feedback del joystick costituiscono una dashboard avanzata per la mobilità assistita.
Diverse modalità d’uso e attenzione alla privacy
L’EV1 offre tre modalità operative: in manuale, l’utente mantiene il controllo completo e riceve segnali aptici in prossimità di ostacoli; in copilota, il veicolo si arresta automaticamente prima di un impatto; in copilota plus, il sistema può anche sterzare autonomamente per aggirare ostacoli mantenendo la direzione desiderata. Nonostante le funzionalità avanzate, la responsabilità resta sempre dell’utente, che può intervenire immediatamente in qualsiasi momento.
Tutte le elaborazioni, dalla percezione alla pianificazione dei percorsi, avvengono localmente: nessun dato sensibile viene trasmesso senza consenso, telecamere e microfoni sono chiaramente segnalati e le comunicazioni wireless sono criptate. La navigazione non richiede connessione cloud, proteggendo privacy e sicurezza dei dati.
Robuste prestazioni, autonomia ampia e test intensivi
Per garantire affidabilità nel tempo, EV1 è stato sottoposto a due milioni di cicli di prova simulati, testando motori, sospensioni, cuscinetti e telaio. La batteria principale da 600 Wh consente un’autonomia di circa 32 km, sufficiente per una giornata completa di spostamenti, mentre una versione da 300 Wh, conforme ai limiti aerei per batterie al litio, arriva a 16 km. La ricarica da zero all’80% richiede circa due ore, rendendo l’uso quotidiano pratico e veloce.
Barriere economiche e accessibilità assicurativa
Il prezzo di listino di EV1 è di 7.500 dollari, cifra che può risultare proibitiva per molti utenti. Il costo è giustificato dai sensori avanzati e dai sistemi elettronici integrati, anche se Hong punta a una riduzione grazie ai progressi tecnologici e alle economie di scala. Negli Stati Uniti, la copertura assicurativa tramite programmi come Medicaid varia da Stato a Stato, spesso vincolata a rigidi criteri di necessità medica e a procedure burocratiche complesse. La documentazione richiesta include prescrizioni dettagliate e talvolta esami in presenza per dimostrare che ausili più semplici non soddisfano le esigenze del paziente.
Erick Rocha, di Disability Voices United, mette in guardia contro possibili disuguaglianze: sebbene i sistemi sensorizzati migliorino la sicurezza, resta da verificare se rispondano pienamente ai bisogni quotidiani di chi ha mobilità limitata. Strutt, fondata nel 2023, spera che la riduzione dei costi dei sensori e i progressi hardware permettano una diffusione commerciale più ampia e sostenibile.
Cosa fare ora
Le innovazioni di Strutt sollevano il dibattito su nuovi standard per la tecnologia assistiva e sulla necessità di una revisione delle politiche di rimborso. Per utenti, familiari e professionisti del settore, restare aggiornati sulle evoluzioni di questi dispositivi può diventare cruciale per orientare scelte e richieste future, soprattutto in tema di diritti allʼaccesso e personalizzazione della mobilità.