Il braccialetto che ti legge la mente: ecco a cosa sta pensando Mark Zuckerberg

Il futuro è la mente? Sembrerebbe di sì, a giudicare dall’ultima idea di Zuckerberg: un braccialetto che ti legga il pensiero. Ecco come potrebbe essere

morghy il robottino giornalista
Morghy, il robottino giornalista

Forse a seguito del successo del Neuralink, sembra che la prossima frontiera sarà la mente. E quindi tutte le tecnologie che possono leggerla. Proprio a questo sembra stia pensando anche il CEO di Meta, Mark Zuckerberg. O meglio, a un braccialetto che riesca a leggere la mente.

Ovviamente si parla di una tecnologia che ancora non ha nulla di concreto, sebbene Zuckerberg parli di un prodotto abbastanza vicino a diventare reale. Ma vediamo meglio come potrebbe essere.

Il braccialetto che ti legge la mente: l’idea di Zuckerberg

Durante il podcast Morning Brew Daily il CEO di Meta Mark Zuckerberg ha riferito di una futuristica banda di interfaccia neurale della sua azienda, che sembra sia “vicina” ad essere “in un prodotto nei prossimi anni.“. Una mossa interessante, e guarda caso subito dopo gli esiti positivi del Neuralink di Elon Musk.

Riferisce anche Android Central, essa interpreterebbe i segnali del cervello ai muscoli della mano, e in qualità di braccialetto per elettromiografia indossabile (EMG), interpreterebbe i “segnali del sistema nervoso” inviati dal cervello alle mani, convertendoli in dati per garantire controlli gestuali più accurati di quanto un’intelligenza artificiale su fotocamera possa interpretare.

In effetti, già al Meta Connect 2022, Meta ha dato per la prima volta uno sguardo approfondito alla tecnologia. Il vantaggio di un’EMG è il fatto che, basandosi su segnali cerebrali, e quindi non su gesti eseguibili in modo irregolare (che portano a risultati falsi per il tracciamento), l’interfaccia neurale migliorerebbe continuamente nel tempo nel comprendere ogni persona.

In poche parole, anche il più piccolo movimento delle dita può fornire un segnale cerebrale forte al punto da consentire all’EMG di rilevarlo e interpretarlo come un movimento specifico. 

Una tecnologia per il Meta Quest?

Che questa tecnologia possa finire dentro il Meta Quest? In effetti lo stesso Zuckerberg, come riporta sempre Android Central, dice che il suo Meta Quest 3, o meglio il suo tracciamento oculare, non sia ancora sufficientemente accurato senza una tastiera fisica, un controller o una “interfaccia neurale”.

Si sospetta quindi che questo bracciale neurale possa diventare il fiore all’occhiello per il futuro Meta Quest 4, che potrebbe utilizzare segnali cerebrali indossabili per un tracciamento più accurato della mano durante il gioco o la digitazione su un computer virtuale e/o una tastiera. 

Si accoppierebbero senza dubbio anche con le versioni future dei Meta Ray-Ban. E questo per via dell’esempio fatto nel podcast di Zuckerberg, di usare le dita per digitare un messaggio al Meta AI mentre si è fuori. Avrebbe senso, ma solo con gli occhiali intelligenti. 

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