Dalla Cina arriva un nuovo sistema per modificare intere sequenze di DNA

Sviluppato un sistema innovativo che promette editing di porzioni gigantesche del DNA, con applicazioni immediate in agricoltura e medicina

Redazione

Un gruppo di ricercatori cinesi ha presentato un’innovazione che promette di cambiare radicalmente il modo in cui si modifica il DNA. Se tecniche come Crispr hanno reso possibile intervenire su singole lettere genetiche, il nuovo approccio consente di agire con precisione su tratti lunghi milioni di basi, aprendo scenari finora impensabili per l’ingegneria genetica.

Dal Cre-Lox al PCE: un salto di efficienza e precisione

Lo studio, guidato da Gao Caixia dell’Accademia Cinese delle Scienze e pubblicato su Cell, introduce un sistema che potrebbe ridefinire lo standard nei laboratori di tutto il mondo, ovvero quello della tecnologia Cre-Lox. Da decenni, questa tecnologia è la più utilizzata per inserire, invertire o sostituire sequenze di DNA. Purtroppo, non è esente da limiti, quali:

  • efficienza ridotta con porzioni di genoma più ampie,
  • rischio di ritorno alla configurazione originaria,
  • la presenza di “cicatrici” genetiche indesiderate.

Il nuovo metodo, denominato programmable chromosome engineering (PCE), supera queste barriere grazie a un design ripensato. Secondo quanto riportato da South China Morning Post, l’efficienza del montaggio genetico risulta aumentata di 3,5 volte rispetto al Cre-Lox, eliminando al contempo le problematiche legate a errori o segni permanenti sul DNA. Una vera e propria rivoluzione che rende possibili interventi stabili e precisi su ampie porzioni di genoma.

Impatti immediati in agricoltura e biomedicina

Sempre secondo il South China Morning Post, le prime applicazioni concrete di questa soluzione potrebbero riguardare l’agricoltura.

Grazie al PCE, i genetisti potranno riorganizzare ampie sezioni del DNA vegetale, creando colture più produttive, resilienti e capaci di affrontare le sfide poste dal cambiamento climatico. Ciò significa ridurre drasticamente tempi e costi della selezione: basterà analizzare cento semi anziché mille per individuare quelli con le caratteristiche desiderate.

L’orizzonte, però, è molto più ampio. La possibilità di creare cromosomi artificiali e manipolarli con facilità apre nuove prospettive anche per la biomedicina: dalla ricerca sulle malattie genetiche alla biologia sintetica, fino a strumenti innovativi per terapie del futuro.

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