La Cina completa il più grande progetto offshore solare-idrogeno

Il progetto offshore nello Jiangsu punta a rendere le rinnovabili più stabili ed efficienti

Redazione
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La Cina accelera ancora sulla transizione energetica e completa il più grande progetto offshore nazionale capace di unire energia solare, produzione di idrogeno verde e sistemi di accumulo. L’impianto, realizzato al largo di Rudong nella provincia orientale dello Jiangsu, rappresenta uno dei più avanzati esempi di integrazione tra diverse tecnologie energetiche rinnovabili.

Finanziato da CHN Energy Guohua Energy Investment Co., il progetto punta a migliorare la stabilità delle fonti rinnovabili attraverso un sistema integrato che combina produzione elettrica, stoccaggio e utilizzo dell’energia. La struttura comprende infatti pannelli solari offshore, impianti per la produzione di idrogeno verde e un grande sistema di accumulo elettrochimico.

Un maxi impianto offshore da 400 MW

Il progetto di Rudong dispone di una capacità fotovoltaica pari a 400 megawatt, supportata da una nuova stazione di trasformazione terrestre da 220 kilovolt. Accanto alla generazione elettrica, il sito ospita anche una stazione per la produzione di idrogeno capace di generare 1.500 metri cubi standard all’ora, oltre a un impianto di accumulo energetico.

Secondo i media cinesi, si tratta del primo progetto nazionale in grado di integrare in un’unica infrastruttura produzione di energia, stoccaggio, generazione di idrogeno, utilizzo completo dell’energia e gestione ecologica delle aree costiere.

L’impianto è stato costruito sulle pianure tidali costiere, considerate particolarmente adatte allo sviluppo di grandi installazioni rinnovabili. Per migliorare la gestione energetica vengono inoltre utilizzati sistemi intelligenti di controllo e tecnologie avanzate per la conversione dell’energia.

Come funziona il modello “elettricità-storage-idrogeno”

Alla base del progetto c’è un modello energetico integrato definito “electricity-storage-hydrogen”. In pratica, l’energia solare prodotta offshore può seguire percorsi differenti a seconda della domanda energetica e delle condizioni operative.

L’elettricità generata può infatti essere immessa direttamente nella rete, accumulata nelle batterie oppure utilizzata per produrre idrogeno tramite elettrolisi dell’acqua. Questo approccio permette di sfruttare l’energia rinnovabile in modo più flessibile, riducendo gli sprechi e migliorando la continuità dell’approvvigionamento.

Le autorità cinesi hanno spiegato che l’intero complesso funzionerà come un sistema energetico “a circuito chiuso”, capace di coprire generazione, accumulo, utilizzo e backup dell’energia.

Il ruolo centrale dell’idrogeno verde

Uno degli elementi chiave dell’infrastruttura è proprio la produzione di idrogeno verde, ottenuto utilizzando elettricità proveniente esclusivamente da fonti rinnovabili.

L’impianto sfrutta infatti l’energia solare per separare idrogeno e ossigeno dall’acqua, trasformando così l’elettricità in combustibile immagazzinabile e utilizzabile in un secondo momento.

Secondo quanto riportato dal Nantong Daily, la centrale fotovoltaica aveva già raggiunto la piena connessione alla rete il 29 aprile 2025. Quando l’intero sistema sarà operativo, la stazione di accumulo potrà fornire fino a 120.000 kilowattora di elettricità al giorno durante i picchi di domanda.

La struttura dedicata all’idrogeno dovrebbe invece produrre fino a 180 tonnellate di idrogeno verde ogni anno, destinate soprattutto alle industrie vicine, comprese quelle chimiche e dei trasporti, sempre più interessate a combustibili a basse emissioni.

Gli esperti: “Passo avanti per la stabilità delle rinnovabili”

Lin Boqiang, direttore del China Center for Energy Economics Research della Xiamen University, ha sottolineato che l’integrazione tra accumulo energetico e idrogeno può aiutare a risolvere uno dei principali problemi del fotovoltaico: la volatilità della produzione.

Secondo l’esperto, il completamento del progetto dimostra che il settore delle energie rinnovabili sta entrando in una nuova fase, non più focalizzata soltanto sull’aumento della capacità produttiva, ma anche sull’efficienza energetica e sulla stabilità del sistema.

Lin ha inoltre evidenziato come le regioni costiere dispongano spesso di abbondanti risorse eoliche e solari, pur continuando a soffrire di una fornitura energetica non sempre costante.

La Cina accelera sull’idrogeno rinnovabile

Il progetto di Rudong arriva in un momento di forte espansione della produzione cinese di idrogeno da fonti rinnovabili. Secondo la National Energy Administration, il settore sta passando rapidamente dalla fase sperimentale a quella commerciale su larga scala.

Alla fine di marzo, i progetti completati o in costruzione legati all’idrogeno rinnovabile in Cina avevano già superato una capacità produttiva complessiva di 1 milione di tonnellate annue. Di queste, oltre 250.000 tonnellate l’anno sono già operative, più del doppio rispetto alla fine del 2024.

I progetti attualmente in costruzione aggiungeranno inoltre più di 900.000 tonnellate di capacità annuale.

Lin Boqiang ha comunque ricordato che il successo di lungo periodo dipenderà soprattutto dalla riduzione dei costi di sviluppo e dal miglioramento dell’efficienza nella produzione di idrogeno. Nonostante questo, il progetto di Rudong viene già considerato uno degli esempi più avanzati di integrazione tra energia solare, accumulo e idrogeno su larga scala.

Fonte: Interesting Engineering

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