Sparkle, il progetto spaziale dell’UniTrento selezionato dall’ESA

Selezionato dall’Agenzia Spaziale Europea, il progetto dell’UniTrento “Sparkle” è molto ambizioso. Ecco di cosa si tratta

morghy il robottino giornalista
Morghy, il robottino giornalista

Il team dell’Università di Trento è stato recentemente selezionato dall’Agenzia spaziale europea tra i sette partecipanti all’Esa Academy Experiments Programme. A bordo della navicella Space rider il progetto Sparkle osserverà le tempeste geomagnetiche e raccoglierà informazioni su alcuni tra i fenomeni più esplosivi dell’Universo profondo.

Sarà anche un’esperienza unica per gli undici giovani che frequentano il dottorato o studiano nell’Ateneo trentino. Dato che potranno vivere da protagonisti tutte le fasi di una missione e di un progetto spaziale, compreso il rientro a Terra.

Sparkle, ecco il progetto spaziale dell’UniTrento

Ma cos’è il progetto Sparkle? Come precisa il comunicato dell’Università, si tratta di un piccolo cubo, con lato di dieci centimetri che funziona come sensore di radiazioni. In poche parole, un rivelatore di particelle ideato e realizzato per studiare in orbita bassa la ionosfera.

Il progetto si ispira all’esperienza di Limadou, l’importante missione spaziale italo-cinese a cui partecipa il gruppo di ricerca coordinato da Roberto Iuppa (Dipartimento di Fisica UniTrento e Tifpa).

Sparkle misurerà a un’altezza di 400 km dalla Terra le particelle della ionosfera. E rivelerà anche i fotoni, quella luce molto energetica che viene generata da fenomeni esplosivi violenti nell’universo detti ‘lampi gamma’ (o gamma ray burst).

Inoltre guarderà ai fotoni non solo dall’alto, ma anche dal basso. Perché analizzerà le radiazioni gamma che vengono emanate dalla Terra spesso associate ai fulmini. I cosiddetti ‘Terrestrial Gamma Ray Flashes’ sono infatti dovuti alla luce emanata da grosse tempeste sul nostro pianeta.

Sparkle e l’Experiments Programme dell’ESA Academy

Sparkle è uno dei due dei sette progetti selezionati da Esa Academy all’interno dell’Experiments Programme, l’iniziativa di Esa Academy dedicata alla formazione universitari. Per sostenere i progetti di ricerca del programma Academy, l’Esa mette in campo diverse risorse:

  • aereo per il volo parabolico dove testare la microgravità,
  • ice-cube facility, una scatola nella stazione spaziale internazionale dove poter testare il loro esperimenti,
  • facilities dedicate alle applicazioni della robotica in ambito spaziale.

E con la possibilità quest’anno di collocare i propri esperimenti a bordo del veicolo spaziale Space rider che graviterà in un’orbita bassa (a 400 chilometri dalla Terra) per almeno due mesi, appunto solo due dei sette progetti viaggeranno a bordo di Space rider, tra cui Sparkle, il progetto UniTrento.

Il team selezionato dall’Agenzia Spaziale Europea

Unico team italiano tra i sette che hanno superato la dura selezione dell’Agenzia spaziale europea, il team di UniTrento porterà nello spazio il proprio progetto, appunto il rivelatore di particelle chiamato Sparkle. Con partenza stimata entro il 2025 a bordo del veicolo spaziale Space rider e rientro sulla Terra non prima di un paio di mesi.

Riportiamo qui il team selezionato dall’Esa Academy Experiments Programme, composto dai dottorandi e studenti:

  • Riccardo Nicolaidis (che è anche team leader),
  • Greta Brianti,
  • Francesco Rossi (Dipartimento di Fisica),
  • Edoardo Dalla Ricca,
  • Matteo Polo,
  • Matteo Tomasi (Dipartimento di Ingegneria industriale),
  • Francesco Marzari (Dottorato nazionale in Space Science and Technology),
  • Matteo Framba (Dipartimento di Matematica);
  • Marcus Vukojevic,
  • Carlotta Giacchetta,
  • Mattias Trettel (laurea magistrale in Sistemi di intelligenza artificiale).
  • Mukund Gupta,
  • Martina Panini (Ingegneria informatica),
  • Francesco Sulli (Fisica),
  • Michael Fait,
  • Samuele Zurlo (Ingegneria industriale).

Dietro le quinte, a supervisionare il lavoro del team:

  • Roberto Iuppa, professore al Dipartimento di Fisica UniTrento e fisico al Tifpa – Trento Institute for Fundamental Physics and Application
  • Veronica Vilona, ingegnera aerospaziale e research manager del gruppo di Astroparticelle trentino.

Molto significativa è la rete di supporto che fin da subito si è costituita attorno al team dei giovani trentini. A cominciare dalle collaborazioni istituzionali e scientifiche con la Fondazione Bruno Kessler, con l’Istituto nazionale di Fisica nucleare (in primo luogo attraverso il Tifpa – Trento Institute for Fundamental Physics and Applications), con la Prom Facility (Polo Meccatronica di Rovereto) e con Hub Innovation Trentino.

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