Dormi(re) bene grazie alla tecnologia

Si chiama Dormi ed è il nuovo dispositivo di alta tecnologia di Santagostino e della startup SleepActa che aiuta a migliorare il sonno

Redazione
dormi

Secondo alcuni dati recenti, un italiano su quattro soffre di insonnia cronica o transitoria e sono all’incirca 12 milioni gli individui in Italia con un disturbo del sonno. Per cercare di migliorare questa situazione Santagostino, insieme alla startup SleepActa hanno realizzato Dormi, il dispositivo di alta tecnologia pensato per monitorare il sonno e rendere più piacevoli i sogni di tutti.

Dormi(re) meglio

Da sempre Santagostino lavora per curare l’Insonnia con percorsi specifici. Ora, all’interno di questi, entra anche il nuovo dispositivo innovativo, basato sull’algoritmo “Dormi”, certificato come medical device, che consente un monitoraggio della qualità del sonno ancora più precisa e accurata.

A svilupparlo è stata la startup SleepActa, spin-off dell’Università di Pisa che da anni si occupa di studiare il sonno e i suoi disturbi, insieme al Prof. Ugo Faraguna, neurofisiologo, docente presso il polo universitario e responsabile del laboratorio del sonno Sonnolab.
Il dispositivo Dormi riesce, grazie all‘intelligenza artificiale ad analizzare e rielaborare tutti i dati raccolti durante il sonno attraverso un dispositivo wearable da indossare per una settimana. L’algoritmo, attraverso questi dati, come per esempio i movimenti, i battiti e molto altro è in grado di riportare una vera e propria fotografia del sonno del paziente. In base all’esito viene poi proposto il percorso terapeutico più adatto, alla fine del quale è possibile effettuare una successiva misurazione per valutare i miglioramenti nel profilo del sonno ottenuti tramite la terapia.

Abbiamo accolto con curiosità ed entusiasmo questa novità. Per la prima volta, infatti, sperimentiamo una misurazione quantitativa validata all’interno di un percorso di psicoterapia. Questo ci permetterà di affiancare alle attuali valutazioni effettuate tramite questionari, e quindi per loro natura soggettive, una valutazione strumentale oggettiva, utile sia in fase di inquadramento iniziale sia per monitorare l’efficacia del percorso terapeutico al termine dello stesso“, ha commentato il dott. Stefano Porcelli, psichiatra, psicoterapeuta e responsabile dell’area psichiatrica-psicologica-neurologica del Santagostino.

Federico Morgantini Editore

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