Questa startup vuole rendere la fusione nucleare più economica

Thea Energy svilupperà magneti superconduttori modulari per il suo innovativo reattore stellator basato sul controllo software

Redazione
Prototipo di magneti fusione HTS sviluppati da Thea Energy

Immagine copertina generata con l’intelligenza artificiale

La produzione di componenti per i reattori a fusione rappresenta una delle principali sfide economiche per le startup del settore. Per Thea Energy arriva ora un sostegno importante: la società ha ricevuto un finanziamento da 20 milioni di dollari dall’ARPA-E, l’agenzia del Department of Energy statunitense, destinato alla produzione dei suoi magneti modulari ad alta temperatura superconduttori, gli HTS.

Il ruolo dei magneti nella fusione

I magneti HTS sono componenti costosi ma fondamentali per i reattori a confinamento magnetico, una delle due principali strade seguite dalle startup per arrivare alla produzione commerciale di energia da fusione.

In questi impianti, potenti campi magnetici servono a contenere e comprimere il plasma, contribuendo a portare le particelle alle condizioni necessarie affinché il combustibile possa fondersi e rilasciare grandi quantità di energia.

Thea Energy sta sviluppando un reattore basato sul concetto di stellarator. Questi dispositivi hanno una struttura simile a un tubo deformato e utilizzano una particolare configurazione per confinare il plasma. Nei progetti tradizionali, i magneti devono riprodurre le stesse complesse torsioni della struttura, rendendo la loro produzione particolarmente costosa.

Un approccio ispirato ai pixel

Thea Energy punta invece a semplificare la produzione riducendo il numero di varianti necessarie. I 12 magneti di grandi dimensioni che svolgono il lavoro principale vengono realizzati a partire da appena quattro modelli differenti.

A questi si aggiungono oltre 300 magneti più piccoli, tutti identici tra loro, disposti lungo la parte esterna del reattore. La configurazione ricorda quella dei pixel distribuiti sullo schermo di un computer.

Il controllo dei piccoli magneti avviene inoltre tramite software. Secondo Thea Energy, questa soluzione dovrebbe permettere di accettare tolleranze costruttive più ampie, contribuendo così a ridurre i costi di produzione.

La startup rientra tra le società della fusione che hanno raccolto più capitali. A maggio ha ottenuto 100 milioni di dollari, che si aggiungono ai 20 milioni della Series A raccolti nel 2024. L’obiettivo dichiarato è arrivare alla costruzione di una centrale a fusione su scala commerciale entro la metà degli anni Trenta.

Fonte: TechCrunch

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