Da Shanghai arriva il primo reattore a fusione nucleare “positiva”

Un nuovo traguardo nel campo della fusione nucleare raggiunto da questo “sole artificiale”, che per la prima volta produce più energia di quanta ne consumi

Redazione

Nuovo passo in avanti realizzato dalla Energy Singularity di Shanghai, che di recente ha annunciato la costruzione del primo reattore a fusione nucleare “positiva” al mondo, ovvero un reattore che produce più energia di quanta ne consumi.

HH70, il sole artificiale della fusione nucleare

Il “sole artificiale”. Così viene chiamato Honghuang 70 (HH70), il dispositivo che sta al centro di questo nuovo traguardo tecnologico.

Si tratta di un dispositivo tokamak ad alta temperatura, ovvero una macchina che utilizza campi magnetici per confinare il plasma in una forma a ciambella (toro). Frutto di un lavoro di progettazione iniziato nel marzo 2022, il tokamak è diventato operativo solo alla fine di febbraio di quest’anno.

Al momento questo reattore ha prodotto solo una quantità minima di energia in eccesso rispetto a quella necessaria per avviare la reazione. Teoricamente non è sufficiente per la commercializzazione, ma come in tanti altri casi si tratta di un ottimo risultato da un punto di vista scientifico.

In arrivo la nuova generazione di tokamak

Ma se con l’HH70 Energy Singularity ha stabilito un nuovo standard per l’industria della fusione nucleare, la società vuole puntare ancora più in alto con l’HH170, ovvero la nuova generazione di tokamak.

Con data di fine lavori al 2027, l’obiettivo dell’HH170 è di raggiungere un guadagno energetico 10 volte superiore a quello dell’ultimo modello (attualmente il massimo valore registrato è 1,53).

Inoltre, utilizzando materiali superconduttori ad alta temperatura, la società punta a ridurre non solo il volume del dispositivo del 2% rispetto ai tradizionali dispositivi superconduttori a bassa temperatura, ma anche il periodo di costruzione, da 30 anni a soli 3-4 anni.

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